AMORE, POSSESSO, PREISTORIA e STORIA

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Nella calura estiva, si sa, quando siamo tutti più “scoperti”, gli ormoni sono molto più svegli ed attivi, e così i pensieri ruotano spesso attorno all’amore. Ci sono molti modi per intenderlo, moltissimi e diversi per viverlo, e infinite illusioni e convinzioni su di esso. Soprattutto ci sono miliardi di abitanti del pianeta che credono di amare moltissimo, mentre stanno facendo tutt’altro. Nel frattempo, però, la maggior parte dei percorsi spirituali dicono che siamo venuti al mondo per imparare ad amare e, innanzitutto, noi stessi. Quindi mettiamo in fila qualche riflessione al proposito, che può solo farci bene.

Come avrete visto nel titolo, voglio partire da lontano ma, forse, ancor prima, è importante ricordare a tutti come funziona il cervello umano, che ha due priorità assolute:

  • salvaguardare la sopravvivenza dell’organismo che presiede;
  • salvaguardare la sopravvivenza della specie.

Questo vuol dire che il nostro famoso ‘inconscio’, che corrisponde al 95% di ognuno di noi, ci fa muovere, agire, prendere decisioni, innamorare, etc., per rispondere a questi due imperativi. Che si traducono, spesso, nella quotidianità, in due impellenze fondamentali, che si sostituiscono ed integrano a vicenda (vista la confusione esistente da millenni al riguardo): CIBO e SESSO.

Se vi siete mai chiesti come avete fatto a sposare proprio quell’uomo o quella donna ed a farci dei figli insieme, ora avete la risposta: l’urgenza di certe funzioni biologiche è pressante, in alcune fasi della vita.

Se vi siete mai chiesti come mai la pubblicità associa ad ogni qualsivoglia prodotto una donna seminuda o una coppia che sta per andare a letto, ecco la risposta. Il cervello associa a quel prodotto qualcosa che gli interessa molto e, inevitabilmente, gli rimane impresso, onde per cui l’azienda vende molto di più, che si tratti di automobili o di bulloni.

Se vi siete mai chiesti perchè, se non ricevete coccole e carezze, vi tuffate su dolci e cioccolata, ora sapete perchè.

Se vi siete mai chiesti perché, malgrado i divieti e le frustranti idee di ‘peccato’ instillate da millenni, malgrado le funzioni ed i ruoli pubblici rivestiti da certi personaggi, quasi tutti continuino a coltivare le proprie abitudini o perversioni sessuali, ecco la risposta. Non ci sono divieti che tengano: gli ormoni prevalgono, e non abbiamo molte possibilità di controllo sulla nostra parte inconscia che ci spinge a soddisfare i propri imperativi. Alla faccia delle tanto sbandierate convinzioni che con la forza di volontà tutto è possibile.

A questo punto si potrebbe disquisire per ore, ed a chi potrebbe obiettare: “Ma allora tu cosa credi, che siamo proprio come gli animali?” risponderei: “Come gli animali no (magari!), ma come gli automi sì, certamente! Un Uomo Consapevole non accetterebbe mai di diventare un ‘qualcosa’ che lavora, produce, spende, si ammala e muore e, meno che mai, accetterebbe di venir mandato in guerra ad uccidere i propri simili per servire gli interessi di pochi sconosciuti.”

Ma torniamo all’amore.

Premessa importante al riguardo credo sia comprendere da dove proveniamo.

Dai reperti archeologici ritrovati a partire da 35.000 anni fa, circa, risulta che gli umani vivevano in comunità, e che il concetto di Divinità era attribuito ad una Dea, rappresentata in statuette ritrovate in svariati luoghi, da cui deduciamo che il Femminile era ritenuto sacro. La donna, allora, era connessa ai ritmi del pianeta (che dava tutto il necessario), Ella dava la vita, era collegata ai cicli lunari, sapeva curare e medicare, sanguinava ma non moriva (mentre l’uomo che si feriva non sopravviveva). In questa comunità la sessualità era libera e condivisa, e non esisteva la coppia in quanto tale. La funzione dello spermatozoo maschile non era ancora conosciuta, ed i figli erano i figli di tutti, e venivano allevati da tutti.

Mi sembra fondamentale sottolineare che,  dai reperti archeologici, non sono emerse tracce di battaglie, armi (se pur rudimentali), o guerre.

Non esisteva il possesso, neppure della terra, che era di tutti; tantomeno di un uomo o di una donna. Eppure questo non scatenava la violenza ma, al contrario, probabilmente favoriva la sopravvivenza della comunità che si stringeva e si scaldava al riparo nella grotta, attorno al fuoco acceso. E la gioia e la felicità era assicurata, per tutti, vista la gran quantità di tempo che si dedicava a fare l’amore.

Se la cosa vi sconvolge, e non ci credete, potreste leggere questo articolo:http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/12/21/news/la-monogamia-e-contro-natura-1.244262

o leggere questo libro: “In principio era il sesso”, di C. Ryan e e C. Jethà, Odoya Ed.

Questa, però, era la preistoria e, come sappiamo, nella storia tutto è cambiato. La donna, considerata sacra, è stata convinta di essere colei che ha commesso un peccato originale per il quale tutti noi dobbiamo essere salvati. Nel corso dei millenni la sua sessualità libera è stata repressa, ignorata, considerata malefica e pericolosa; il sapere e l’Essere delle donne è stato demonizzato al punto che milioni di esse sono state arse vive come streghe nei secoli più bui. Un olocausto mai riconosciuto e dichiarato.

Il risultato di questo scempio è stato rendere sia la donna che l’uomo sconfusi, smarriti ed irretiti, completamente assuefatti ed asserviti ai dogmi delle religioni, insoddisfatti e dominati dai sensi di colpa, manipolati e utilizzati come marionette e burattini. Perché la vera libertà è, principalmente, libertà sessuale, e questa ci è stata negata (sia a maschi che femmine) per millenni. E’ stata sepolta sotto strati e strati di vergogna.

Al posto di una sessualità libera e gioiosa, abbiamo ora una pornografia avvilente, che mantiene soggiogati gli uomini e prostituisce le donne; abbiamo l’accettazione del dogma della monogamia come unica possibilità di vivere l’amore.

Secoli di fiabe manipolatrici hanno educato le donne a credere nel sogno dell’unico uomo con cui vivere felici e contente; secoli di repressione della parte femminile degli uomini li hanno infarciti di un’illusione di potere e supremazia, che li ha resi schiavi pronti ad uccidere, a combattere, a ritenersi padroni di qualcosa che non hanno mai avuto. Violenza, sesso veloce, senza dolcezza, contatto, condivisione, amore, delicatezza, intimità, complicità, allegria, gioco, fantasia. Dieci minuti di meccanicità, che lasciano insoddisfatti, infelici, rancorosi, convinti che qualcosa sia stato sottratto con l’inganno.

Se, da una parte, le persone meno capaci di sottrarsi alla manipolazione stanno sfogando con la violenza sulle donne il loro dramma, dall’altra l’incantesimo sta diventando più evidente e molti stanno esplorando altre possibilità.

La coppia, molto spesso, esaurisce il suo ruolo dopo qualche anno, quando anche i figli iniziano ad essere più autonomi, e la possibilità di cambiare partner sta diventando più accettata, anche in una paese così ‘castrato’ come il nostro.

Non è facile diventare capaci di stare bene da soli, di credere nel proprio valore e di meritare l’amore quando qualcuno non è qui a dimostrarcelo. Eppure, più amiamo ed accettiamo noi stessi, più possiamo comprendere che le storie non devono per forza durare per sempre, e che il lieto fine non è solo convivere ad oltranza, anche quando nulla più è rimasto.

Lo so, sono stata lunghissima, ed ho solo accennato a molte cose. Ma sta cambiando, stiamo cambiando, per fortuna.

E, chissà, che a furia di tornare indietro non ci ritroviamo al calduccio, accoccolati, in una caverna preistorica, tutti insieme, a fare l’amore.

 

https://valeriapisano.com/

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