ARECIBO CHIAMA, CHILBOLTON RISPONDE: L’ENIGMA IRRISOLTO DELLA RISPOSTA ALIENA

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Il 13 agosto del 2000, nei pressi delradiotelescopio governativo di Chilbolton, nell’ Hampshire, Inghilterra, compare un bellissimo cerchio nel grano che non si riesce a decifrare.

La sua vicinanza alla struttura governativa sorvegliata 24 ore su 24, rende difficile, se non impossibile, pensare che si tratti di uno scherzo elaborato da qualche genio dei Cerchi nel Grano.

L’elaborato pittogramma confonde gli esperti, oltre che per la sua complessità, anche per la raffinatezza delle regole matematiche che lo descrivono.

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La spiegazione arriverà, inaspettatamente, l’anno seguente. Nello stesso campo, il 14 agosto 2001, compare un nuovo pittogramma.

Questa volta, però, non è il solito simbolo, si tratta infatti di un volto dai tratti chiaramente umanoidi, disegnato con la stessa tecnica usata per le vecchie foto in bianco e nero dei quotidiani: un insieme di punti la cui dimensione e distanza crea l’immagine.

Questa è una tecnica mai vista prima nei Crop Circles. Applicando un filtro grafico sulla foto (filtro Gaussian 5 pixel), sono evidenti maggiori dettagli.

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Si vede come vengano evidenziati la luce e l’ombra, dimostrando che quell’essere era vivo nel momento in cui è stata scattata la foto o nel momento in cui hanno impresso questa immagine nel campo di grano.

Appena cinque giorni dopo, cioè il 19 agosto, a poche decine di metri dal volto alieno, compare un’altra figura ancora più sconvolgente.

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Il pittogramma sembrava  la risposta al messaggio in codice binario trasmesso dal radiotelescopio di Arecibo nel 1974. Fu proprio in quell’anno, infatti, che Frank Drake, scienziato e direttore di Arecibo, assieme al famoso astronomo Carl Sagan, tentò di comunicare con un gruppo di stelle identificato come M13.

Il messaggio fu inviato come presentazione dell’umanità ad un’ipotetica civiltà aliena, indicando dati relativi al nostro sistema numerico, agli atomi base della vita terrestre, alla struttura del DNA umano, e a quella del nostro sistema solare, con la relativa posizione della terra. Furono inseriti anche i dati relativi al radiotelescopio di Arecibo.

Secondo l’ipotetica risposta degli extraterrestri, abbiamo lo stesso sistema numerico con 0 e 1 (sistema binario), quindi le risposte sono universali. Anche gli atomi base della vita sono gli stessi, però nel loro corpo è presente anche il silicio.

Anche la struttura del DNA fondamentalmente è la stessa. Se il messaggio fosse vero, dimostrerebbe che discendiamo tutti dallo stesso principio universale.

 

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Secondo i calcoli, il messaggio avrebbe impiegato 25 mila anni per giungere a destinazione e altrettanti ne sarebbero passati per ricevere una risposta. Un vero abisso di tempo, senza neanche sapere se in quel gruppo di stelle esistesse realmente un’ipotetica civiltà aliena.

Tali premesse, rendono ancora più sconvolgente la comparsa del pittogramma di Chilbolton. È possibile che qualcuno abbia ricevuto il nostro messaggio e ci abbia risposto molto prima del previsto?

Considerando che tra l’invio del messaggio di Arecibo (1974) e il pittogramma di Chilbolton (2001) sono trascorsi 27 anni, qualcuno ha ipotizzato che il messaggio, avendo viaggiato alla velocità della luce, potrebbe essere stato ricevuto da una possibile civiltà extraterrestre a circa 13 anni luce da noi.

Logicamente, la risposta, sempre inviata alla velocità della luce, avrebbe impiegato altri 13 anni per giungere fino a noi. Ma cosa c’è a circa 13 anni luce da noi? Sorpresa: c’è un pianeta gemello della Terra.

Nel 2013, infatti, Courtney Dressing e David Charbonneau, due astronomi di Harvard, annunciarono di aver scoperto un sistema stellare simile al nostro grazie all’utilizzo del telescopio Kepler della Nasa.

Ma non finisce qui!

A distanza di un anno dalla risposta di Arecibo, esattamente il 15 agosto 2002, nei terreni di Crabwood, compare un crop circle ancora più stupefacente.

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Raffigura un alieno con in mano un disco su cui è inciso un messaggio in codice binario. Si tratta del linguaggio ASCII di programmazione dei computer.

La cosidetta “Alien Face” di Crabwood ha sollevato un vespaio di polemiche sulla sua autenticità. Eppure, a distanza di anni, nessuno ha dimostrato che si tratti di un falso e nessuno ne ha rivendicato la creazione.

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La complessità della realizzazione, che simula il modo in cui si compone un fotogramma televisivo, l’effetto tridimensionale della figura, la difficoltà di realizzare il codice binario in senso spiraliforme come nei Compact Disc, sono tutti elementi che rendono veramente difficile l’ipotesi del falso.

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Il  contenuto del messaggio è apparentemente privo di senso. L’americana Linda Howe, con la collaborazione di un anonimo che le ha scritto via Internet, sostiene di avere decodificato il messaggio, che suona così:

“Diffida dei portatori di falsi regali e le loro promesse non mantenute. Molto dolore ma ancora tempo. Credete. C’è del buono là fuori. Noi opponiamo il tradimento. Canale in chiusura (suono di campana)”.

 http://www.ilnavigatorecurioso.it/

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