#Brexit Ha vinto il LEAVE! LA DEMOCRAZIA E LA LIBERTA’ HANNO VINTO SUI MERCATI E SULLA FINANZA

 

 

 

 

18 giugno 1815 – 23 giugno 2016. La storia, seppur con strumenti e metodi diversi, si è ripetuta. La pioggia di Waterloo determinò la sconfitta di Napoleone. La pioggia di ieri in tutta la Gran Bretagna ha forse condizionato il voto del referendum (unicamente da un punto di vista simbolico).

Ma non solo. Così come a Waterloo Napoleone, fino alle sette di sera, aveva vinto la battaglia (per poi perdere definitivamente dopo nemmeno due ore), stanotte fino all’una e mezza tutti davano il remain con un vantaggio praticamente consolidato.

Poi Blücher a Waterloo. La democrazia stanotte.

Sondaggi, media e mercati, a partire dal pomeriggio del 16 giugno (cioè dopo l’assassinio di Jo Cox) davano la permanenza dell’UK nell’Unione Europea come un dato ormai certo. Ma gli inglesi sono un popolo. Un popolo vero. E hanno dimostrato che la loro democrazia e la loro sovranità non sono in svendita, neppure sotto la minaccia dei burocrati di Bruxelles e i ricatti dei mercati.

La perfida Albione ha insegnato al mondo intero cos’è la libertà.

Erano quasi le due di stanotte quando stavo per andare a dormire con la consapevolezza che il remain avesse vinto con uno scarto di circa quattro punti percentuali (un sondaggio dava addirittura la permanenza nell’UE avanti di sei punti). Poi sono arrivati i primi dati reali da Newcastle e Sunderland, e tutto è stato rimesso in discussione. E allora sono rimasto sveglio fino alle sei di stamattina. Non potevo perdere una pagina di storia tra le più importanti degli ultimi trecento anni!

Questi i risultati definitivi del referendum in Gran Bretagna sulla permanenza in UE:

Affluenza alle urne: 72,2%

LEAVE   51,9%   (17.410.742 voti)

REMAIN   48,9%   (16.141.241 voti)

quindi il leave ha vinto con uno scarto di ben 1.269.501 voti!

 

Il leave ha vinto sia in Inghilterra che in Galles, mentre il remain ha avuto la meglio in tutta la Scozia e in gran parte dell’Irlanda del Nord.

Il primo ministro Cameron ha già annunciato le dimissioni, quindi nuove elezioni politiche ad ottobre. I negoziati di cui all’art. 50 TUE con l’UE saranno pertanto condotti (nei prossimi due anni) da un nuovo primo ministro britannico democraticamente eletto.

Ma il dato politico che scaturisce da questa consultazione elettorale è un altro: viste le reazioni dei mercati dopo la vittoria del leave, si può tranquillamente affermare – come scrivo ormai da circa tre anni – che l’intera costruzione di questa Unione Europea è totalmente incompatibile con la democrazia! Con buona pace dei falsi europeisti che – dal 1992 in avanti – hanno condotto il Vecchio Continente sull’orlo del baratro.

Nonostante i giornalai di regime, i mercati e i sondaggisti pagati dal “vero potere”, ieri hanno vinto la democrazia e la sovranità popolare!

 

Giuseppe PALMA

 

http://scenarieconomici.it/

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