ENTITÀ PARASSITE ASTRALI E VITA DOPO LA MORTE

L’intrusione astrale si verifica quando uno o più soggetti appartenenti al piano comunemente noto come astrale o eterico, si introducono nel campo energetico di un individuo umano, con o senza il suo esplicito permesso, fondendosi parzialmente o completamente nella mente subconscia dell’individuo.

Entità astrali parassite

 

 

 

 

 

 

Queste entità si alimentano, come parassiti, dagli apparati sensorio-motori ed emotivi dello stesso individuo, mediante il quale si collegano con l’ambiente esterno. Un’intrusione astrale non significa per forza possesso, poiché un individuo può svolgere una vita assolutamente normale, senza mai essere consapevole che il suo “spazio” è stato occupato da altre entità. Ci sono, inoltre, diversi tipi di EAP (Entità Astrali Parassite). Il loro grado di gravità dipende da molti fattori.

Le più comuni, sono il prodotto della coscienza di entità umane disincarnate, vale a dire, esseri umani che per qualche motivo non hanno completato il loro processo di transizione dopo la morte del corpo fisico, e sono rimaste “bloccate”, con o senza il loro consenso, allo stato astrale intermedio o inferiore.

Dopo la morte fisica il corpo eterico, si separa dal corpo fisico. L’energia di un essere umano viene memorizzata all’interno del corpo eterico; le informazioni corrispondenti alla personalità o falso sé, con l’intera gamma dei modelli emotivi e fisici residui accumulati durante le esperienze di vita fisiche, vengono registrate in questo campo energetico, incluse le esperienze di altre vite.

Avvolto in questo corpo sottile, l’essere si dirige verso la luce, che è sempre presente. Gli spiriti guida si avvicinano per ricevere lo spirito della persona recentemente scomparsa. Le guide spirituali non hanno una forma definita, possono apparire come angeli, cari defunti o semplicemente forme di energia. Gli spiriti dei familiari o le persone a noi care possono farci da guida, e anche se non hanno una forma, il defunto li riconosce dalla vibrazione delle loro anime. Se ci si troverà accanto ad una forma non definita, gli occhi, che sono considerati le finestre dell’anima, saranno la chiave per riconoscere l’entità.

Questo è importante perché molte entità, il cui scopo non è quello di guidare il nuovo arrivato, si presentano attendendo la persona appena deceduta per “ingannarla”. Si tratta di entità in cerca di spiriti che non hanno conoscenze sufficienti per difendersi. Secondo William J. Baldwin (di cui purtroppo si trovano solo libri in lingua inglese), gli occhi di queste entità sono neri, perché non hanno la luce. A quanto pare, c’è una barriera o un portale attraverso il quale dovremmo passare al fine di entrare pienamente nella luce. Se lo spirito del defunto si muoverà al di là di quel portale, avanzerà in un’altra densità dove si trovano le anime di tutti gli esseri dopo la morte.

Al momento della morte, il cordone d’argento che collega lo spirito con il corpo fisico si spezza definitivamente. (Nota: pare che ogni essere sia collegato tramite un cordone invisibile ad una fonte energetica che poi non sarebbe altro che l’anima che vive dentro ogni corpo fisico. Probabilmente chi ha letto qualcosa sui viaggi astrali ne avrà già sentito parlare, si dice che quel cordone impedisca ad altri esseri di impossessarsi del corpo fisico e che funga in un certo senso da “antifurto”, grazie al quale nessun’altra entità può impossessarsi di un corpo fisico fin che rimane in vita. Occhio però, qui si sta parlando di entità parassite, che è diverso).

Defunti che rimangono bloccatiTuttavia, non tutti gli spiriti defunti percorrono la loro strada verso la luce. Alcuni si possono perdere lungo la strada, sia per scelta consapevole o per semplice ignoranza, restando intrappolati tra due densità. Per quanto possa sembrare strano, anche una persona a noi cara potrebbe rimanere bloccata, se crede che non sia giusto lasciare i propri cari o è ancora troppo attaccata alla vita fisica per qualsiasi altra ragione.

Da questo possiamo dedurre la ragione per la quale antiche civiltà come gli Egizi possedessero una vasta cultura sul tema della morte fisica. Tornando al discorso delle entità che rimangono bloccate fra due densità… Alcune persone chiamano questa zona: “basso astrale”, “zona grigia” o “zona intermedia”. Chi non riesce ad attraversare questo “portale”, vagabonda intorno a questa zona che pare si trovi molto vicina alla dimensione fisica, tanto vicina da poter interagire con un essere umano che aderisca anche se in maniera inconscia alla sua “compagnia”. In questo modo, l’entità bloccata può continuare a godere delle attività inerenti alla vita fisica. Lo spirito disincarnato si unisce parzialmente o completamente al subconscio di una persona “vivente”, esercitando una certa influenza sui processi mentali, le emozioni, il comportamento e anche sul corpo fisico. In questo modo l’entità diventa un parassita nella mente dell’ospite, senza che questi si accorga di nulla.

Pare che i motivi per cui un individuo non completa la sua transizione siano diversi; tra questi una morte traumatica o improvvisa, che può scioccare e/o sorprendere una persona al punto di traumatizzare lo spirito appena defunto. Questa morte può causare diversi stati emotivi che possono variare dallo stupore, alla rabbia, paura, disperazione, al senso di colpa, il rimorso, ecc. L’entità quindi, può rifiutare di accettare la morte fisica o potrebbe essere solo ignara di ciò che le sta accadendo. Le emozioni, siano esse positive o negative, ossessionano al punto da agire come un’ancora che impedisce la completa transizione del soggetto. Quindi, i sentimenti di odio, senso di colpa, il rimorso, rabbia, e anche l’amore eccessivo, possono interferire con la transizione.

Probabilmente, anche i falsi sistemi di credenze sulla vita dopo la morte, possono impedire allo spirito di muoversi verso la luce; potrebbe anche essere che l’esperienza di morte non corrisponda alle aspettative o nozioni preconcette di come dovrebbe essere.

La morte per overdose di droga, o alcol, può lasciare allo spirito un falso desiderio di tali sostanze, ma il mondo astrale non può soddisfare questi desideri, ed è per questo che lo spirito potrebbe decidere di vagabondare in cerca di soggetti “affini”: per esempio, un tossicodipendente gli fornirà soddisfazione attraverso il sistema sensomotorio, e questo è solo uno dei molteplici esempi.

Così, lo spirito diventa un parassita. Lo stesso può accadere con qualsiasi tipo di desiderio ossessivo, come il cibo, il sesso, un altro essere umano, ecc. La faccenda diventa ancora più seria, se si pensa che tutto questo può avere un senso nella vita reale di molte persone. Si è scoperto, infatti, tramite l’ipnosi regressiva, che parecchie persone che soffrono di problemi psicologici o di salute più o meno gravi, come l’essere grassi, deboli per le droghe, o anche avere una qualsiasi fobia, possono essere vittime ignare della presenza di un’entità parassita che “vive” dentro di loro.

Questi esseri quando gli viene chiesto perché si trovino in quel determinato corpo, in qualche modo compromettendo la vita, anche sociale, della persona che li ospita, danno risposte evasive tirando fuori una serie di scuse, come: “Conoscevo questa persona in un’altra vita e non volevo separamene” (questo può avvenire sia per amore che per odio) oppure: ”Mi è piaciuta e appena l’ho vista, ho pensato fosse mia”, etc.. Ma la cosa più curiosa è che si viene a scoprire che queste entità, in molti casi, possono essere più di una, il numero varia da uno a un numero indefinito.

Alcuni esorcisti (quindi preti) raccontano di aver liberato persone da oltre 100 spiriti. Si è scoperto, quindi, che queste entità occupano i corpi altrui perché ci stanno bene, e ignorano che non sia il loro, o sono rimasti bloccati in una dimensione che non gli appartiene. Queste entità ammettono a volte di procurare alcuni piccoli fastidi “di proposito” alla persona che li ospita, come disturbi del sonno, di concentrazione, depressione, e di procurargli anche piccoli dolori fisici, etc. Ma quando gli viene proposto di andare via per proseguire verso la luce, nella maggior parte dei casi non se lo lasciano ripetere troppe volte. Questo dimostra che sono semplicemente entità ignoranti, non sanno cosa c’è oltre la vita fisica, perché non hanno mai provato a proseguire verso la luce, ma hanno preferito proseguire il loro percorso parassitando un’altra entità, per vari motivi. Ed è anche capitato che si trattasse di un parente stretto, come la nonna, o la madre della persona, che per qualche ragione non sono riuscite ad allontanarsi dalla propria figlia o nipote.

Morire con attaccata un’entità parassita

Morire con attaccata entità parassitaSe la persona che muore ospitava una o più entità parassitarie, la transizione si potrebbe trasformare in un processo difficile. Qui ci sono diverse possibilità: lo spirito del soggetto recentemente scomparso può guidare anche l’entità parassita con successo verso la luce e quindi salvarla, oppure può essere separato dall’entità parassita e andare verso la luce da solo. Dopo la separazione l’entità parassita potrebbe ricominciare da capo, mettendosi quindi alla ricerca di un’altra persona in grado di ospitarla.

Se l’entità parassita è ossessionata dalla persona che l’ospitava, potrebbe attendere in quello che noi umani potremmo definire “non tempo” – visto che per tali entità il tempo in realtà non esiste – fino alla prossima incarnazione di quest’ultima, che potrebbe anche avvenire dopo 1000 anni per la nostra concezione di tempo. In questo modo, individua il momento in cui si verifica la nascita, e si riunisce di nuovo a lui/lei. Questa intrusione può avvenire in ripetute incarnazioni dell’ospite. Se lo spirito del soggetto recentemente scomparso, non riesce a separarsi dal corpo intrusivo, potrebbe nella vita non avere abbastanza energia vitale.

Come ho già accennato prima, il parassita potrebbe addirittura non essere solo, ma “condividere”, per così dire, il soggetto con altri, e pare che non si disturbino nemmeno a vicenda, perché ognuno occupa il suo piccolo “spazio” nel corpo della persona parassitata. Queste catene formate da varie entità parassite, possono anche formare un vasto numero di spiriti.

È necessario comprendere che non si tratta di una realtà fisica, quindi applicare concetti che sono applicabili solo allo stato materiale è un errore grossolano. Gli spiriti sono solo energia e non occupano lo stesso spazio materiale che intendiamo noi. Come si diceva in precedenza, una persona può quindi “contenere” decine, persino centinaia di entità all’interno del suo corpo materiale. Queste entità potrebbero “alloggiare” fluttuando all’interno dei confini dell’aura umana. Inoltre, se una parte del corpo di una persona è particolarmente debole, ha subito un infortunio o una malattia, può ospitare una di queste entità che a sua volta si identifica con quella debolezza. Potrebbero anche collocarsi in un qualsiasi chakra, attratti dall’energia unica di uno di essi o dalle strutture fisiche del corpo.

Esistono diversi tipi di entità astrali parassite, alcune sono benigne, altre maligne o neutre o passive. I motivi che possono portare una persona ad agire come calamita per queste entità sono parecchi è diversi, fra loro. Potrebbe essere qualcosa di casuale, come il fatto di trovarsi fisicamente vicini a dove si è verificato un decesso. Secondo W. Baldwin, circa il 50% dei casi esaminati clinicamente erano dovuti ad eventi casuali, senza l’esistenza di una relazione tra l’EAP (entità astrale parassita) e l’individuo, in questa o in qualsiasi altra incarnazione.

L’altra metà dei casi può essere dovuta ad una qualche relazione lasciata in sospeso, in questa o in un’altra vita. Secondo specialisti del settore, il fenomeno dell’intrusione astrale si verifica frequentemente, e quasi tutte le persone possono venire “infastidite” da una o più entità, ad un certo punto della loro vita. Può essere per via di una forma di debolezza fisica, mentale o emozionale, che viene interpretata da tali entità che non aspettano altro, come un invito… anche se inconscio . Lo stesso vale per le emozioni troppo forti, sentimenti negativi consciamente o inconsciamente repressi.

Fare uso di drogheAlcuni altri motivi che attirano un’entità parassita sono: tutti i tipi di interventi chirurgici, trapianti di organi, trasfusioni di sangue, malattia, depressione, malattia mentale, ferite alla testa, stress, ecc. L’uso di droghe, in particolare gli allucinogeni, l’alcool, le anestesie, gli antidolorifici, e tutte le sostanze simili innescano un’apertura nel nostro campo energetico protettivo. Anche il praticare sesso con una persona che è parassitata, può consentire lo scambio.

Altre cause possono essere l’abuso sessuale, l’incesto, lo stupro, ovvero situazioni che aumentano la possibilità di intrusione di entità astrali di basso livello, che sono attratte dalle vibrazioni che producono situazioni simili. Pratiche magiche di ogni genere, canalizzazioni, soprattutto sedute spiritiche, e tutti i tipi di “attività pseudo-spirituali” che si svolgono senza che ci sia una conoscenza approfondita dei mondi invisibili, sono inviti gratuiti a quegli spiriti opportunisti di tutte le classi, purtroppo anche entità demoniache, che interferiscono poi in maniera pesante con la vita dell’ospite, creando tutta una serie di problemi. Per questo è importante non intraprendere certi percorsi senza avere accumulato alcuna esperienza.

Per quanto ne sappiamo, l’esposizione a determinati ambienti in cui le vibrazioni negative predominano, attraggono una moltitudine di entità astrali parassite. I giovani di oggi (ma anche i meno giovani), che ignorano profondamente la gravità del problema, sono sempre più esposti a tale fenomeno per via di certi tipi di musica, che favoriscono la pratica sessuale promiscua, nuove droghe, alcool, ecc. Attenzione, qui non si tratta di essere “puritani”. Si tratta di un Sistema di Controllo articolato, che utilizza questi strumenti a proprio vantaggio, una sorta di “progetto” creato da entità oscure per rallentare anche l’evoluzione umana terrestre.

Una persona può essere influenzata da un’entità astrale parassita in molti modi, senza mai sospettare di nulla. Atteggiamenti, comportamenti, inclinazioni, desideri, pensieri e emozioni possono così essere influenzati o addirittura essere determinati dall’azione di un’altra personalità, con una storia e un diverso modello di comportamento, ma l’individuo crederà che si tratti di propri pensieri e proprie emozioni.

Una persona che ospita un’entità astrale parassita può, ad esempio, avere pensieri suicidi che sembrano venire dal nulla, vedere delle immagini mentali senza senso, sentire delle voci, assistere a strani fenomeni, provare paura improvvisa o avere la sensazione di essere osservata o perseguitata. Tale fenomeno può manifestarsi anche sotto forma di sogni e incubi.

Un’entità parassita può anche far rivivere frammenti di memoria della sua morte nella mente dell’ospite, facendo credere alla persona che siano ricordi che gli appartengono. È importante notare che prima di una qualsiasi terapia che prevede ad esempio l’ipnosi regressiva, il terapeuta deve diagnosticare l’eventuale presenza di un’entità parassita. Una terapia di I.R. dove si scava nelle vite precedenti, eseguita senza questa precauzione può causare, infatti, un fallimento completo nell’alleviare i sintomi del paziente, visto che si rischia di “curare” l’entità parassita e non il paziente.

In sostanza, un’entità astrale parassita impedisce a un individuo di disporre totalmente della propria energia e di realizzarsi spiritualmente, agisce come un vampiro psichico, e non importa quale sia la sua intenzione, negativa o positiva, poiché in ogni caso assorbe l’energia vitale del padrone di casa.

L’entità astrale parassita impone sempre il suo proprio peso psicologico: persino il karma dell’ospite potrebbe essere alterato, causando, ad esempio, una morte prematura o una vita troppo lunga, cambiando così il normale percorso dell’individuo. L’entità parassita è anche in grado di modificare l’orientamento sessuale dell’ospite, i rapporti con le altre persone, ecc.

Dolore perdita persona caraAnche i sentimenti che legano due individui in questa o in un’altra vita, come l’amore, l’odio, la gelosia, la vendetta, e altro ancora, potrebbero essere dei fattori rilevanti per consentire l’intrusione astrale. Inconsapevolmente, un individuo può “invitare” una persona cara a unirsi a sé, quando quest’ultimo è deceduto. L’invito può essere prodotto dal dolore della perdita. Lo spirito del defunto può provare gli stessi sentimenti e decidere di “fermarsi” per accompagnare l’altro, proteggerlo, dare “amore”, etc. Tuttavia, questo non giova a nessuno dei due.

Tutto ciò non è altro che una violazione del libero arbitrio di entrambe le anime. La realtà è che per quanto uno spirito provi amore o sofferenza verso un’altra ancora in vita, non ha il diritto di invadere lo spazio e l’energia della persona viva, né questa può invitare uno spirito dentro il suo corpo fisico. Non è considerato un atto di amore impedire il progresso spirituale di un altro essere. Violare il libero arbitrio non farà altro che aggiungere un nuovo debito karmico, ed è completamente dannoso per entrambi gli esseri.

In conclusione, possiamo dire che non bisogna temere queste cose, ma leggere e informarsi, perché l’unica protezione, in questo contesto, è proprio la conoscenza. L’intrusione astrale è una realtà, e sapere che esiste e come si verifica, è già in sé un buon inizio sulla prevenzione.

Fonte: http://www.coscienza-universale.com/misteri/misteri-sulle-entita-parassite-astrali/#imageclose-14247

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