FRANCIA, PRIMA VITTORIA PER LA DONNA CHE VUOLE RICORRERE ALL’INSEMINAZIONE POST MORTEM

 

 

 

Il marito di Mariana Gonzalez-Gomez è morto nel 2015. Aurélie Bretonneau, relatrice del Consiglio di Stato francese: «Siamo d’accordo con l’esportazione dello sperma»

Mariana Gonzalez-Gomez su FranceTV –

leonardo martinelli –

È una prima vittoria per Mariana Gonzalez-Gomez, trent’anni, spagnola, che lotta per ricorrere all’inseminazione post mortem e avere così un figlio dal marito, morto il 9 luglio 2015. Aurélie Bretonneau, relatrice del Consiglio di Stato francese, equivalente della nostra Corte costituzionale, ha dichiarato venerdì: “Siamo d’accordo con l’esportazione dello sperma”, anche se “è una situazione eccezionale, contraria alla legge del nostro Paese”, che proibisce questa pratica. In Francia il Consiglio di Stato segue nella stragrande maggioranza dei casi quanto fissato dal relatore, anche se la sentenza definitiva arriverà solo fra pochi giorni. E per realizzare il suo sogno, Mariana deve fare in fretta.

Ritorniamo indietro, per raccontare la sua storia. Sposata con NicolaTurri, trentino, di un anno più vecchio di lei, vivevano a Parigi quando, nel 2013, lui scoprì di essere malato di leucemia. I due decisero subito di avere comunque un figlio. Nicola congelò il suo sperma, conservato ora all’ospedale Tenon di Parigi. Lui, però, se ne è andato il 9 luglio dell’anno scorso. La coppia aveva tentato in precedenza l’inseminazione, che però era fallita. Nicola in vita a più riprese, incluso con un documento scritto, aveva ribadito il suo consenso al fatto che Mariana, anche nel caso della sua morte, avesse un figlio da lui.

La donna, nel frattempo, è ritornata nel suo Paese d’origine. E in Spagna l’inseminazione post mortem è possibile, a patto che avvenga entro un anno dal decesso dell’uomo. Il problema è che la Francia non ha dato il via libera all’invio dei gameti di Nicola a Madrid. Lei ha fatto ricorso alla giustizia amministrativa, ma la sentenza è stata negativa.

Ora, invece, la Corte costituzionale ha concesso un primo sì. In genere la prassi è che la sentenza definitiva rispecchi quanto detto dal relatore: la speranza è che per un caso così complesso stavolta non ci siano complicazioni. Anche perché è una corsa contro il tempo: il dieci luglio cadrà un anno dalla scomparsa di Nicola. Intanto, in Francia sempre più ampia è la rete di consensi alla battaglia di Mariana, soprattutto da parte di chi vorrebbe veder autorizzata l’inseminazione post mortem anche da Parigi.

http://www.lastampa.it/2016/05/27/esteri/francia-prima-vittoria-per-la-donna-che-vuole-ricorrere-allinseminazione-post-mortem-iMBlYoU3vemZY0Zqc3dsGP/pagina.html

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