GLI ANTICHI STREGONI TOLTECHI SECONDO CARLOS CASTANEDA

Gli Stregoni Toltechi dell’Antico Messico e la loro caccia al Potere

Don Juan racconta che in un periodo tra 7.000 e 10.000 anni fa vi furono diverse persone sugli altipiani del Messico che per vari motivi, fecero uso di piante psicotrope. Attraverso stati alterati di coscienza, essi scoprirono aspetti del mondo fino ad allora sconosciuti, ma si spinsero anche più in là e percepirono dimensioni o realtà assolutamente aliene rispetto al mondo consueto.

Questi antichi sciamani non erano affatto rozzi “primitivi” dediti al piacere stordente delle droghe. Al contrario, erano veri e propri ricercatori della verità dotati di sobrietà e disciplina. Un simile atteggiamento permise loro di non lasciare nulla al caso e di sistematizzare qualunque percezione degna di nota in un contesto ordinato, coerente, pragmatico. Le esperienze di questi antichi sciamani con le piante di potere vennero organizzate come vere e proprie ricerche nel campo della coscienza umana. Questo li portò nel tempo a elaborare una evolutissima concezione del mondo che, a partire dalle smisurate potenzialità della coscienza umana, mira a sistematizzare le possibilità di esplorare gli infiniti aspetti della realtà.

Gli sciamani dell’antico Messico riconobbero che ciò che chiamiamo normale percezione è solo il prodotto di una convenzione sociale, ovvero una descrizione del mondo del tutto arbitraria, e che essa può, tramite mezzi adeguati, essere smantellata e sostituita da altre forme di percezione parimenti reali ed “oggettive”.

«Tramuta tutto in ciò che è veramente: l’Astratto, lo Spirito, il Nagual. Non c’è stregoneria, né il male, né il diavolo. C’è solo la percezione.» Don Juan Matus (1)

Essi erano in grado, attraverso l’uso delle piante psicotrope, di trasformarsi in animali od in piante e di compiere innumerevoli altre imprese inimmaginabili – e questo non al livello di semplici proiezioni psicologiche, ma nella realtà effettiva. Gli sciamani dell’antico Messico elaborarono così la vera stregoneria, ossia una vera e propria arte della manipolazione della percezione.

Nel corso delle generazioni, gli antichi stregoni diventarono sempre più esperti nel riconoscere gli infiniti volti delle cose percepite (il fenomeno) e giunsero ad un tipo di percezione oltre il quale non si può andare: la percezione del mondo come energia (il noumeno). Don Juan chiama questa straordinaria impresa il vedere. Il vedere non inteso come guardare con gli occhi, ma come percezione totale da parte di tutto il proprio corpo energetico.

«Gli occhi di un uomo possono svolgere due funzioni: la prima è vedere l’energia così come fluisce nell’universo e la seconda è “guardare le cose di questo mondo”. L’una non è migliore dell’altra, ma addestrare i propri occhi solamente a guardare è una rinuncia inutile e disonorevole.»
Don Juan Matus (2)

Il vedere costituì il fine principale delle loro pratiche e le conoscenze che ne scaturirono divennero la base conoscitiva di tutte le generazioni successive di stregoni.

LA VISIONE TOLTECA

Guerriero Tolteco

 

– 1 –

L’universo è un infinito agglomerato di campi di energia simili a fibre di luce.

 

– 2 –

Queste fibre di luce, chiamate Emanazioni dell’Aquila, s’irradiano da una fonte di proporzioni inimmaginabili, chiamata metaforicamente l’Aquila.

 

Aquila, Infinito, Astratto, l'incommensurabile forza dell'Universo

 

– 3 –

Gli esseri umani sono composti anche loro da un numero incalcolabile degli stessi filiformi campi di energia. Queste emanazioni dell’Aquila formano un agglomerato chiuso che si manifesta come una sfera di luce dalle dimensioni corrispondenti a quelle del corpo della persona con le braccia estese lateralmente, apparendo quindi come un gigantesco Uovo Luminoso.

 

– 4 –

Solo una parte piccolissima delle fibre di luce all’interno di questo globo luminoso viene illuminata da un punto di intenso splendore situato sulla superficie dell’uovo.

 

– 5 –

La percezione si realizza quando i campi di energia del piccolo gruppo situato intorno al punto d’intenso splendore estendono la propria luce fino ad illuminare identici campi di energia all’esterno dell’uovo. Siccome solo i campi energetici illuminati dal punto di intenso splendore sono percepibili, questo punto viene chiamato “il punto dove viene assemblata la percezione” o, semplicemente il Punto d’assemblaggio (Punto d’unione).

 

– 6 –

Il Punto d’assemblaggio può essere spostato dalla sua posizione abituale sulla superficie dell’uovo ad un’altra posizione sulla superficie oppure all’interno. Dato che lo splendore del Punto d’assemblaggio fa brillare tutti i campi energetici con i quali viene a contatto, quando esso si sposta fa immediatamente splendere nuovi campi energetici, rendendoli percepibili. Questa percezione si chiama vedere.

 

– 7 –

Quando il Punto d’Assemblaggio si sposta in modo rilevante, rende possibile la percezione di mondi completamente diversi, altrettanto obiettivi e reali di quelli che percepiamo di solito. Gli Sciamani accedono a questi altri mondi per attingervi energia, potere, soluzione a problemi generali e particolari, o per trovarsi semplicemente di fronte all’inimmaginabile.

 

– 8 –

L’Intento (l’Astratto, lo Spirito, il Nagual, lAssoluto, l’Aquila) è la forza indescrivibile e smisurata diffusa nell’Universo. Essa ci mette in grado di percepire. Noi non acquisiamo consapevolezza perché percepiamo, bensì riusciamo a percepire in conseguenza dell’intrusione e del peso dell’Intento.

 

– 9 –

Gli Sciamani Toltechi mirano a raggiungere lo stato di Consapevolezza Totale per sperimentare tutte le possibilità di percezione che l’Uomo ha. Questo stato di consapevolezza implica perfino una morte alternativa.

 

 

L'Uovo Luminoso e le Fibre Energetice illuminate dal Punto d'Assemblaggio, in un disegno originale di Carlos Castaneda.

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I precedenti nove punti costituiscono la sintesi con cui Carlos Castaneda espone le premesse fondamentali del mondo degli Uomini di Conoscenza Toltechi: (1)

LA SOTTOMISSIONE ALLA SOCIALIZZAZIONE

La Percezione del Mondo è la fissazione del Punto d’Assemblaggio

Alla nascita l’essere umano sperimenta percezioni totali ed è immerso in un senso oceanico di Unità. Il Punto d’assemblaggio ondeggia su e giù. Successivamente interviene una potente forza esterna che via via fissa il Punto d’unione in una posizione precisa. Questa forza è la visione del mondo che genitori ed educatori trasmettono al bimbo attraverso il processo della socializzazione.

«Fin da quando nasciamo gli altri ci dicono che il mondo è in un determinato modo, e naturalmente noi non abbiamo altra scelta che accettare che il mondo sia come gli altri ci hanno detto che è.» Don Juan Matus (1)

Il bambino apprende come deve percepire il mondo per essere pienamente integrato. Come conseguenza di questo processo il Punto d’assemblaggio viene poco a poco fissato in una posizione, nella quale il bambino poi condivide questa realtà ed i suoi precetti e quindi impara ad interagire con essi in maniera sensata e coerente. Passo dopo passo, gli viene resa familiare una descrizione dei mondo, che egli impara a percepire, mantenere e difendere come “la vera realtà”. In altre parole, il bambino impara a mantenere fissa la posizione del Punto d’assemblaggio. Quest’ultimo, che gli sciamani Toltechi vedono nell’emanazione dei corpi energetici di ogni essere umano, si fissa così tra le scapole a circa un metro di distanza dal corpo fisico. Il guscio luminoso che circonda ogni essere umano rimane sempre in contatto con la totalità dell’Energia Universale, ma l’uomo non ne è cosciente. Il Punto d’assemblaggio si configura dunque come una sorta di binocolo che si può fissare solo su un piccolo obiettivo per permetterne una visione. Ma quel piccolo obiettivo è per ogni essere umano la propria visione del mondo!

L’intero mondo che si percepisce non è che la fissazione del Punto d’unione in una delle infinite posizioni possibili!

Spostando il Punto d’assemblaggio verso altre parti del proprio guscio luminoso si possono percepire altri mondi. «Ma la forza della fissazione nella sua posizione consueta è talmente grande, il senso di realtà che ne risulta talmente avvincente, che non resta più alcuna via di fuga. Tutta l’energia a nostra disposizione viene quindi impiegata per il mantenimento del mondo che conosciamo, così che non ne resta più a sufficienza per riuscire a vedere oltre il bordo del piatto della nostra realtà, per non parlare poi del riuscire a lasciarla. Le piante di potere diedero agli stregoni dell’antichità l’energia necessaria per uno spostamento del Punto d’assemblaggio, tuttavia questo movimento era incontrollato e violento e le sue conseguenze energetiche e fisiche catastrofiche. Così essi cominciarono a servirsi del vedere per trovare delle alternative. Videro quindi che il Punto d’assemblaggio si muoveva anche in presenza di condizioni estreme come la fame, la febbre, la malattia, la debolezza senile e così via. Anche l’assenza di sonno, il digiuno, privazioni sensoriali e la meditazione profonda risultavano utili allo scopo, ma gli spostamenti così ottenuti risultavano ancora molto instabili, ed il prezzo da pagare era alto.

La scoperta decisiva la fecero quando diressero il loro vedere sul fenomeno del sonno: al momento di addormentarsi, il Punto d’assemblaggio cominciava a vibrare e poi si muoveva all’interno dell’uovo luminoso. Più lontano esso si spostava, più bizzarri e strani erano i sogni che le persone esaminate poi raccontavano.» (2)

IL SOGNARE DEI TOLTECHI

Il Sonno e la Libertà del Punto d’Assemblaggio

«E così gli antichi stregoni non solo trovarono la causa del fenomeno dei sogni, ma ebbero anche una ulteriore conferma della validità delle loro ricerche sul Punto d’unione. La necessità del sonno pare quindi derivare dal fatto che il fissaggio del Punto d’unione in una singola posizione, cioè quella della percezione del nostro mondo, consuma poco a poco l’energia disponibile e rende quindi necessaria una rigenerazione. Il bisogno di questa, e poi i primi accenni di movimento del Punto d’assemblaggio, si traducono per noi in ciò che chiamiamo stanchezza.» (1) La moderna neurofisiologia della cultura occidentale sa che il sonno è necessario e fondamentale, ma non sa ancora perché…

Carlos Castaneda e il Sognare dei Toltechi, simie al Sogno Lucido

Il mondo come costrutto sociale viene mantenuto da ogni essere umano attraverso la principale attività della mente: il pensiero. Ogni persona è “vittima” di un continuo, incessante e difficilmente controllabile flusso di pensieri, ildialogo interiore.

«Parliamo incessantemente a noi stessi del nostro mondo ed è proprio grazie a questo nostro dialogo interiore che lo preserviamo, e ogniqualvolta continuiamo a parlarci di noi e del nostro mondo, il mondo rimane sempre come dovrebbe essere. Con questo nostro dialogo lo rinnoviamo, gli infondiamo vita, lo puntelliamo. Non solo; è mentre parliamo a noi stessi che scegliamo le nostre strade. Ripetiamo quindi le stesse scelte fino al giorno della morte, perché fino a quel giorno continuiamo a ripeterci le stesse cose. Un guerriero è consapevole di questo atteggiamento e si sforza di fermare il suo dialogo interiore.» don Juan Matus (2)

Fermare il dialogo interiore è l’aspetto preliminare del vedere. Fermare il dialogo interiore significa fermare il mondo. Attraverso ilsilenzio interiore il mondo così come lo conosciamo cessa di esistere di fronte alla nostra percezione e appare come veramente è: pura energia. Sono molti i casi in cui le attività della nostra mente pensante vengono in qualche modo alterate o sospese; l’assunzione di droghe, l’ebbrezza alcoolica, un grande shock, un trauma fisico, uno stato di deprivazione da cibo o acqua, una forte stanchezza, l’orgasmo e così via. Esiste anche un momento molto naturale e quotidiano in cui il “normale” controllo della mente viene meno: il sonno. E così all’atto dell’addormentarsi anche la fissazione del Punto d’assemblaggio viene meno, ed esso è libero di muoversi all’interno del nostro uovo luminoso. Ogni movimento del Punto d’assemblaggio determina un cambiamento nelle fibre illuminate. Alcune fibre prima illuminate cessano di esserlo ed altre che prima erano inattive ora sono illuminate. Le nuove fibre illuminate, a seconda dell’entità dello spostamento del Punto d’assemblaggio, generano percezioni nuove e sconosciute. Quando il Punto d’unione si sposta in modo lieve abbiamo immagini fantasma del nostro mondo d’ogni giorno, ma quando esso si sposta in maniera più rilevante, allora (venendo illuminate molte più fibre sconosciute) si possono sperimentare aspetti della realtà che hanno ben poco a che fare con gli scenari consueti della nostra vita quotidiana.

Nel sonno di una persona comune però, gli spostamenti del Punto d’assemblaggio sono caotici e, di conseguenza, lo sono anche le percezioni che ne derivano. Nel sognare comune, mentre si sta sognando si vive nella coerenza dei fatti sognati, mentre nel rievocare un sogno da svegli ci si accorge dell’alternanza assolutamente incoerente (a livello razionale) delle varie scene che si susseguono: si può volare e un momento dopo si è nel proprio ufficio a controllare dei documenti e un istante dopo ancora si sta combattendo contro degli invasori alieni… Il continuo movimento del Punto d’unione produce dunque, durante il sogno, l’effetto che le cose si mescolino e sembrino fondersi l’una con l’altra. L’impressione è simile alla dissolvenza cinematografica: si passa da una scena all’altra senza che lo spettatore viva questo come una interruzione di continuità. E così i sogni dell’uomo comune non hanno maggior pragmaticità di un buon film nel quale si vivono certamente delle emozioni, ma in cui si è spettatori passivi, senza cioè alcuna possibilità di intervenire.

Disegno originale di Carlos Castaneda: l'Uovo Luminoso, il Punto d'Assemblaggio e le Fibre Luminose

Questo non basta a uno sciamano che cerca la conoscenza. Il vero sciamano è consapevole, presente, attivo e pratico. Egli è a caccia di libertà ed esprime l’intento di esplorare. Nel sognare dell’uomo comune manca un fattore fondamentale che lo Sciamano conquista giorno dopo giorno attraverso un impeccabile intento: l’energia.

Occorre energia e disciplina per dare al movimento del Punto d’assemblaggio il controllo necessario per poterlo fissare in un punto alternativo a quello consueto (quella della vita di tutti i giorni).

Quando il Punto d’unione è fisso in una data posizione le immagini della propria percezione non sfumano più l’una nell’altra, ma rimangono stabili e il Sognare degli Sciamani si realizza.

 

I MONDI ALTERNATIVI O PARALLELI AL NOSTRO

La raffinata arte del Sognare Lucido degli Sciamani Toltechi

 

Carlos Castaneda e la raffinata arte del Sognare Lucido degli Sciamani Toltechi

Gli stregoni dell’antico Messico erano estremamente pragmatici, e per dare funzionalità ai movimenti del Punto d’assemblaggio elaborarono due complessi sistemi che costituiscono le basi dello Sciamanismo Tolteco: l’arte di sognare e l’arte dell’agguato. Attraverso l’arte di sognare si impara a muovere coscientemente il Punto d’assemblaggio in una nuova posizione, mentre l’arte dell’agguato mira a fissarlo nella posizione in cui esso sia stato spostato. Il sognare dei toltechi è facile e difficile nello stesso tempo: si inizia con l’intento di diventare coscienti, durante il sogno, del fatto che si sta sognando. Per ottenere questa consapevolezza, gli sciamani sono soliti servirsi di diversi espedienti, come ad esempio seguire coscientemente il momento in cui si addormentano, oppure ripetersi mentalmente con forza l’intento di osservare le proprie mani una volta iniziato il sogno. Dopo molto allenamento e, soprattutto, dopo aver accumulato sufficiente energia è possibile sperimentare ciò che in Occidente è stato chiamato “sogno lucido”, un sognare cosciente, nel quale si può agire e decidere esattamente come nella vita quotidiana, senza tuttavia essere vincolati agli stessi limiti (leggi della fisica). Contemporaneamente si è anche coscienti del fatto che il proprio corpo è steso sul letto e dorme.

Gli stregoni dell’antico Messico non si limitarono però a sperimentare dei semplici sogni lucidi: attraverso continui perfezionamenti arrivarono a sviluppare uno speciale tipo di attenzione, che permise loro di mantenere ferme ed osservare, intensamente e a volontà, le immagini del sogno. Questa particolare attenzione del sogno che viene chiamata da Castaneda anche seconda attenzione per distinguerla dalla normale attenzione quotidiana, divenne il presupposto per una delle scoperte più sconcertanti degli antichi toltechi: questi esploratori del sognare furono in grado di portare le tecniche del vedere all’interno dell’attenzione del sogno. Ilvedere nel sogno gli permise fra l’altro di scoprire che la maggior parte delle loro esplorazioni oniriche avvenivano in “luoghi” fantasma, privi di una propria consistenza energetica, frutto solo della fantasia e della memoria. Quando uno sciamano vede nel sogno le immagini fantasma rimangono tali e quali, mentre ciò che è reale appare come un generatore di energia (si mostra cioè come costituito di fibre luminose).

http://www.carloscastaneda.it/

(1) Carlos Castaneda, Una Realtà Separata
(2) Norbert Classen, Carlos Castaneda e i Guerrieri di don Juan

(1) Norbert Classen, CarlosCastaneda e i Guerrieri di don Juan

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