IL GIUDIZIO E LA COLPA ESISTONO SOLO IN QUESTA DIMENSIONE

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Il lavoro su me stessa da oltre vent’anni, e quello con i miei clienti, mi hanno fatto comprendere molto bene che ciò che accade nella nostra Vita non è il risultato della nostra volontà, ma delle risposte automatiche dell’inconscio. Più mi rendo conto che l’essere umano è meccanico, più mi rendo conto che le sue azioni sono mosse da molteplici fattori, e non sono consapevoli.

Il condizionamento avviene entro i primi sette anni di età, quando si creano tutte le ferite che determineranno il “carattere”: la creazione di un falso Sè che servirà da difesa, da protezione alla sofferenza subita. Questa stessa “corazza” farà sì che riviviamo e riproduciamo noi stessi la ferita, facendola vivere a noi stessi ed agli altri.

Coloro che incontriamo non arrivano per caso, veniamo attratti l’un l’altro riconoscendo la stessa energia sottile che produrrà di nuovo la stessa situazione.

E’ per questo che ritengo l’essere umano inconsapevole del “come” e del “perchè” ha prodotto alcuni risultati, di cui, spesso, a posteriori, si pente amaramente. In questa dimensione viviamo spesso la sensazione di essere “in colpa” o sbagliati; siamo sottoposti, spesso, al giudizio degli altri; viviamo in una società che si basa sul rispetto di molte leggi, che sono fondamentali per il buon andamento sociale. Non può essere diversamente ed è bene che sia così.

Ma, più si percorre un cammino di Consapevolezza, più ci si può rendere conto che sono i condizionamenti e gli auto-condizionamenti che ci pilotano, e possiamo riconoscerlo in noi stessi e negli altri. Per capirne di più farò qualche esempio.

Spesso leggo sui Social Network delle frasi come: “Chi ama non tradisce!”, che sembrano tanto belle di per sè, ma, nell’ottica in cui sto parlando, non vogliono dire assolutamente niente. Chi ha vissuto, nella prima infanzia, la ferita del tradimento, che di solito si percepisce come causata dal genitore del sesso opposto, inconsciamente la riprodurrà,  più volte, nella propria esistenza. Come scrive Umberto Galimberti “…niente impedisce di dire a tutti coloro che si sentono traditi che forse un giorno hanno scelto chi li avrebbe traditi per poter incontrare se stessi, come un giorno Gesù scelse Giuda per incontrare il suo destino.” (1) Non ci si è mai resi conto, fino a quel momento, che la propria identità ed il proprio valore erano stati consegnati all’altro, come fosse l’unico motivo per sentirsi degni d’amore il fatto che l’altro ci amasse.

Come direbbe Joseph Conrad: “Tradire. Parola grossa. Cosa significa tradimento? Di un uomo si dice che ha tradito il Paese, gli amici, l’innamorata. In realtà, l’unica cosa che l’uomo può tradire è la sua coscienza. (2)

Ognuno di noi dimentica Se Stesso e si racchiude in una corazza difensiva, fin dai primi anni di Vita, per difendersi, per proteggersi, per non sentire più la sofferenza che, inevitabilmente, quasi sempre, arriva. Aver dato all’altro la possibilità di darci valore, senza sentirlo più quando si interessa a qualcun altro, ecco, questo è tradire Noi Stessi. Non ci accorgiamo di quante volte lo abbiamo fatto noi per primi, e quante cose abbiamo ignorato e calpestato, senza rendercene conto.

In questo senso, come si può giudicare l’altro colpevole? Non esiste più il reato penale di adulterio, che è stato abolito pochi decenni fa, ma, sicuramente, ogni relazione ne subisce le conseguenze.

Ogni situazione è diversa, ogni persona è diversa ed ogni corazza protettiva è più o meno spessa, ma, più vogliamo comprendere meglio noi stessi e ciò che accade nella nostra Vita, più dovremmo chiederci: “Come mai mi è accaduto questo? Cosa, IN ME, lo ha causato?”

Se prendiamo per buona la frase che dice che “Nulla accade per caso”, allora quello che è accaduto ha un suo perchè, e la situazione che si è creata è utile, in qualche modo, alla mia Anima, perchè io impari qualcosa.

Allo stesso tempo, come scrisse Alice Miller, nei suoi studi sulla persecuzione del bambino e sull’infanzia di molti criminali, se non si prende in considerazione il vissuto infantile della persona è impossibile comprendere come possa aver compiuto alcune azioni, o come possa aver realizzato un certo destino. “Perchè un bambino maltrattato non divenga un delinquente o un  malato mentale è necessario che egli, perlomeno una volta nella vita, incontri una persona la quale sappia per certo che ‘deviante’ non è il bambino picchiato o smarrito, bensì l’ambiente che lo circonda. La consapevolezza o l’ignoranza della società aiutano, in tal senso, a salvare una vita o contribuiscono a distruggerla. Di qui la grande opportunità che viene offerta a parenti, avvocati, giudici, medici ed assistenti sociali di stare, senza mezzi termini, dalla parte del bambino e di dargli la loro fiducia.”(3)

Anche qui si parla di consapevolezza, dunque.

In questa dimensione esistono le cause, quasi sempre sepolte nell’infanzia dimenticata, che rendono una persona ciò che è, e poi le conseguenze, che ne scaturiscono per il resto dell’esistenza.

Se vogliamo accrescere la nostra Consapevolezza andremo, sempre e comunque, a cercare le cause nascoste, non visibili ai più. Questo ci rende davvero capaci di avere una visione non chiusa e parziale, non di condanna e di giudizio, ma di comprensione effettiva.

Nelle altre dimensioni, invece, in quelle invisibili, o sottili, il giudizio o la colpa, semplicemente, non esistono. Ci sono esperienze che l’Anima deve compiere per evolvere, e questo è il motivo per cui si incarna su questa Terra. Dalle esperienze più rudimentali, grezze e grossolane, che possono essere iniziare la Vita e poi perderla per mancanza di salute o di cibo, si può passare ad esperienze violente o crudeli, in cui si è a volte vittime, ed a volte carnefici. E, di Vita in Vita, si può arrivare a sperimentare situazioni meno difficili, più semplici, più scorrevoli. E, quando si è vissuto molte Vite, imparando di esperienza in esperienza, si può tornare per mettersi al servizio ed aiutare gli altri, dedicandosi a qualcosa che eleva la propria Anima. In tutto questo non c’è condanna, non c’è sentenza nè appello, solo un infinito Divenire, nel quale l’Anima si sperimenta nella separazione, per provare tutti i molteplici aspetti dell’Uno a cui appartiene, per poi farvi ritorno.

Di tutto questo non ho alcuna prova, se non il sentire che è la cosa che è accaduta a me; ho la certezza d’essere un’Anima antica, tornata per servire un Compito superiore, per aiutare le altre Anime nei passaggi difficili.

E’ un onore ed una prova costante, è una sicurezza impegnativa che mi rende serena, perchè so che ogni cosa è perfetta così com’è. Anche in questa dimensione, così frammentata e sbilanciata.

Valeria Pisano

https://valeriapisano.com/

Note:

(1) Umberto Galimberti, “Il segreto della domanda“, Apogeo

(2)     ”                    ”                   ”                         ”                    ”

(3) Alice Miller, “La persecuzione del bambino“, Bollati Boringhieri

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