La corsa all’uranio sta preparando il genocidio dei Chenchu: “Noi viviamo nella foresta e lì moriremo.”

Risultati immagini per Chenchu
E’ in atto l’ennesimo, vigliacco genocidio ad opera dell’uomo civilizzato nei confronti di uno degli ultimi popoli liberi al mondo, i Chenchu.
Nel nome della conservazione, i funzionari indiani minacciano di sfrattare i Chenchuda una riserva delle tigri. Tuttavia hanno anche appena approvato l’esplorazione per la ricerca di uranio all’interno della stessa riserva.
La mossa ha fatto infuriare gli attivisti, che accusano le autorità di ipocrisia. La tribù dei Chenchu, nella Riserva delle tigri di Amrabad, supplica di poter restare nella terra che ha gestito e abitato per millenni.
Il Dipartimento alle Foreste vuole sfrattarci da qui. Ma noi non vogliamo andare da nessun altra parte. Noi proteggiamo la nostra foresta. Andar via sarebbe come mettere un pesce fuor d’acqua: morirebbe…” hanno dichiarato. “Ma ora il governo, per suo profitto, sta separando i Chenchu dalla foresta – ed è come separare un figlio dalla madre.”
Donna chenchu del villaggio di Pecheru. Gli abitanti del villaggio furono sfrattati negli anni ’80 quando la loro terra fu trasformata in una riserva delle tigri. Hanno raccontato che delle 750 famiglie che vivevano nel villaggio, dopo lo sfratto ne sono sopravvissute solo 160.
Molti sono morti di fame. 
 
Risultati immagini per Chenchu

E hanno aggiunto
Il governo sta vendendo la foresta alle compagnie minerarie. 
Se andremo nelle pianure, diventeremo dipendenti dall’alcool, berremo e moriremo. In futuro, i Chenchu esisteranno solo in fotografia o nei video.

Da notare come questa affermazione l’avessero fatta già alcuni secoli fa gliIndiani d’America, quando cacciati e costretti a vivere nelle riserve e successivamente a vivere alla maniera “civile” dell’uomo bianco per non morire di fame, si dettero presto all’alcool, ovviamente fornito dagli europei in cambio di forza lavoro…Presto ne nacque una terribile dipendenza che portò molti indiani a morire alcolizzati a causa della tristezza del nuovo stile di vita “civilizzato“.
 
“Noi viviamo nella foresta e lì moriremo. 
 
La foresta è nostra madre e la nostra vita. 
 
La fauna è la nostra vita: senza non possiamo vivere.”
 
 
 
Immagine correlata
Le autorità indiane giustificano glisfratti forzati dei popoli tribali – che sono illegali secondo la legge nazionale e internazionale – sostenendo che ogni presenza umana nelle riserve è dannosa per le tigri.

Tuttavia, in India, in molte riserve delle tigri, ai turisti paganti è consentito entrare in grandi gruppi, e sono state condotte anche attività come l’esplorazione mineraria, la costruzione di strade e persino alcuni scavi minerari…

LA MENZOGNA è IL LINGUAGGIO UFFICIALE DEL POTERE
 
 
– I Chenchu sono solo una delle molte tribù dell’India che rischiano lo sfratto dalla terra ancestrale. Molte comunità Baiga sono già state sfrattate nell’India centrale, per essere poi abbandonate a se stesse oppure trasferite dal governo in campi di reinsediamento dove le condizioni di vita sono spesso tremende.

Risultati immagini per Chenchu

– La legge indiana (Tale solo dopo la colonizzazione inglese…)prevede che ogni sfratto debba essere volontario e che le comunità siano risarcite. Tuttavia, le tribù raramente sono consapevoli di avere il diritto di restare, e di frequente ricevono minacce. Raramente il risarcimento in denaro è sufficiente a permettere loro di adattarsi a una vita fuori dalla foresta e spesso non ricevono quanto gli è stato promesso. (…un classico)

– La riserva delle tigri di Amrabad si trova nello stato di Telengana, nell’India meridionale.
– I Chenchu hanno vissuto come cacciatori-raccoglitori nell’India meridionale e centrale per millenni, fino quando la caccia è stata vietata negli anni ‘70.
Gli sforzi del governo per farli iniziare a coltivare la terra (lavoro faticoso imposto dalla civiltà) hanno generalmente incontrato l’opposizione della tribù stessa.
– I Chenchu possiedono un’incredibile conoscenza della loro foresta e degli animali con cui la condividono. Raccolgono 20 diversi tipi di frutti e 88 diversi tipi di foglie. Considerano tutti gli animali sia come loro parenti sia come divinità.
I loro costumi impongono che non si prenda mai più dello stretto necessario, e che non si sprechi nulla. Un Chenchu ha dichiarato:
“quando gli esterni vengono nella foresta, tagliano tutti gli alberi e portano via tutti i frutti… 
 
Noi invece non tagliamo gli alberi, e prendiamo solo i frutti che ci occorrono.
Immagine correlata
Questo è il colmo dell’ipocrisia: le autorità sfrattano le tribù che hanno gestito questo ambiente per millenni, con il pretesto che la popolazione delle tigri ne risentirà se gli indigeni resteranno, e poi permettono l’ingresso ai prospettori di uranio” ha commentato oggi Stephen Corry, Direttore generale di Survival International.
“È una truffa. E sta danneggiando la conservazione.
I turisti della Riserva di Amrabad dovrebbero rendersi conto che stanno sostenendo un sistema che potrebbe portare allo sfratto dei popoli tribali – i migliori conservazionisti – dalle loro terre ancestrali, e che un giorno le miniere di uranio potrebbero prendere il loro posto.”
Condividi questa storia.


Fonte: http://www.survival.it/notizie/11716

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: