L’AMORE NELLA SEPARAZIONE


Amore, amore, amore, amore… si parla tanto dell’amore.
Ma l’amore, quello vero, parla poco.
Più che altro agisce.
L’amore non ha parole, è un impulso interiore, un modo di essere e di sentire la vita, una scelta che parte dal centro di noi stessi e a cui non è possibile sottrarsi.
Anche quando incontra la disapprovazione del mondo.
L’amore si muove con noncuranza, indifferente al giudizio degli altri.
Libero dai precetti, dai contratti e dalle regole.

Esiste a prescindere dalla ragione, proviene da una saggezza diversa dalla logica e utilizza i codici pervasivi della Totalità.
L’amore è per sempre ma non è sempre uguale.
È mutevole, cangiante, in continua evoluzione.
È un percorso che dall’io ci guida a incontrare il tu, l’altro, il diverso, lo straniero… fino a scoprire che ognuno rispecchia un aspetto della nostra molteplice verità.
Anche quando questa verità non ci piace.
L’amore è una saggezza fatta di intuizioni.
Perciò parlarne è difficile.
E spiegarlo è impossibile.
Possiamo descriverlo, ma non possiamo conoscerlo finché non lo attraversiamo personalmente.
Nella separazione si parla dell’amore quando finisce.
Ma l’amore non finisce, evolve.
E per noi è difficoltoso riconoscerlo nel momento in cui assume fattezze poco conosciute.
Siamo abituati a distinguere le forme emotive che ci sono state spiegate dai genitori e dagli insegnanti, che sono state descritte nei libri, che abbiamo visto nei film o alla televisione.
Ci sconcertano i sentimenti di cui non si dice niente, quelli che la chiesa non riconosce, che si agitano dentro senza fare scalpore nel mondo o che compiono gesti contrari alle consuetudini.
L’amore nella separazione è un amore ancora poco conosciuto.
Poco raccontato.
Poco ascoltato.
Viviamo nella civiltà dell’usa e getta e ci hanno convinto che persino gli affetti si debbano plasmare nelle forme utilitaristiche del consumismo.
Così, ci aspettiamo di trovare la permuta, l’interesse o lo scambio anche nell’affettività.
L’amore, però, è un’energia indomabile, se ne infischia delle convenzioni.
È una forza sovversiva che tracima nel mondo interiore, scatenando un irrefrenabile caos.
Ogni tentativo di arginarne la potenza è destinato a provocare pericolose conseguenze ed è l’origine di tante patologie psicologiche e fisiche.
L’amore è passione, estasi, rapimento, malattia e guarigione.
Ma per assaporarne il potere miracoloso e maieutico è necessario aprirsi alle sue leggi, fatte di generosità, sincerità e cambiamento.
Solo così possiamo accogliere la sua forza rigenerante e rinnovatrice.
Bloccarne la potenza scatena la guerra nel mondo emotivo e provoca una valanga di conseguenze negative.
L’amore nella separazione è cambiamento.
E non si può sottovalutarne la portata.
Ci costringe a cimentarci lungo la strada che dalla fusione conduce allo sviluppo dell’autonomia.
È un compito difficile, un passaggio importante nella conquista della maturità.
Lasciare liberi se stessi e il partner di proseguire la vita da soli, presuppone una grande profondità interiore.

 

 
Bisogna essere davvero capaci di amare per permettere e permettersi l’autonomia.
Sciogliere un matrimonio, infatti, non vuol dire soltanto terminare un contratto legale, significa affrontare un momento di crescita intimo, lancinante e delicato, e imparare a cavalcare la tigre della trasformazione senza lasciarsi trascinare dalle abitudini, dal conformismo e dal desiderio di demandare ad altri le proprie responsabilità.
L’amore nella separazione trova un compimento profondo e intreccia la libertà con la maturità, senza pretendere e senza delegare.
Con fiducia.
Con comprensione.
Con generosità.
Con autenticità.

 

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