L’ORO VERDE VALE 3 MILIARDI PER LO STATO

 

 

 

 

La legalizzazione della marijuana farebbe risparmiare 3 miliardi di euro. Lo rivela uno studio americano

 

È dal 25 luglio – giorno in cui la discussione sulla legalizzazione della marijuana è approdata in Parlamento – che non si fa che parlare d’altro. A dire la loro su una questione che spesso viene letta da un punto di vista ideologico più che economico ci hanno pensato un po’ tutti i politici, le figure istituzionali e gli intellettuali italiani, in una querelle che sembra destinata a non trovare un punto di sintesi.

Tra le varie prese di posizione, solo poche ore fa è arrivata quella di Raffaele Cantone, alla guida dell’Autorità nazionale anticorruzione, che ha spiegato le ragioni del sì alla legalizzazione. Ma ora, come riporta Repubblica, arriva uno studio dell’American Economic Review che sposta l’attenzione sull’aspetto finanziario della questione. E i risultati sono sorprendenti.

Il punto chiave – e la novità, rispetto alle tante simulazioni già in giro – è lo sforzo di calcolare l’impatto dell’accessibilità della marijuana sulle dimensioni del mercato. Ovvero: se è legale e facile da trovare, quanta gente in più la fumerebbe. Il 50 per cento in più, dicono Jacobi e Sovinskyb [le autrici dello studio, ndr], estrapolando da dati e sondaggi, soprattutto australiani.

La ricerca – condotta in terra americana – ha però calcolato l’aumento dell’uso della cannabis libera anche in Italia.

In Italia, dove a dichiarare di utilizzare marijuana è appena meno del 10 per cento, si arriverebbe al 15 per cento: su una popolazione oltre i 14 anni di 50 milioni di persone, un po’ più di 7 milioni di candidati.

L’aumento del consumo di marijuana, dunque, crescerebbe con l’abbassarsi dell’età del consumatore. Ma le autrici dello studio fornisco anche una possibile soluzione al rischio di avere sempre più fumatori minorenni.

Jacobi e Sovinsky calcolano che per scoraggiare davvero un adolescente, il prezzo dovrebbe quadruplicare: per l’Italia sarebbe circa 40 euro al grammo.

Il problema, a questo punto, sarebbe un altro: con un prezzo così alto si potrebbe rigenerare quel mercato nero che la legalizzazione vuole invece stroncare. Le studiose americane fanno allora un’altra ipotesi: applicare alla vendita di fumo un’aliquota del 25%.

L’introito per il fisco italiano (con una tassa limitata al 25 per cento) oscillerebbe da mezzo miliardo di euro a un massimo di un miliardo e mezzo.

A questo risparmio, tuttavia, andrebbe sommato quello dell’uscita dalla carceri di chi ora è dentro per reati legati al commercio di marijuana (attualmente 18 mila persone).

Gli economisti che se ne sono occupati (Piero David, Ferdinando Ofria, Jeffrey Miron, Katherine Waldock) stimano che il risparmio che una legalizzazione degli spinelli porterebbe per polizia e carceri vada da 1,5 a 2 miliardi. In tutto, insomma, spinello libero, se guardiamo ai risparmi, può valere, per l’Italia, fino a 3 miliardi di euro l’anno.

Grazie a questo studio, quindi, si hanno dei dati solidi su cui poggiare le proprie convinzioni sulla cannabis, che siano esse favorevoli o contrarie alla sua legalizzazione.

 

 

http://www.huffingtonpost.it/

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