MORTALITÀ RIDOTTA FINO AL 21%…. APPENA UN PO’ DI FRUTTA SECCA

Consumare regolarmente questa frutta secca sembra essere in relazione con un calo della mortalità totale tra il 17 e il 21%. 
 
 
 
E in particolare per infarto e ictus. Raccomandate 4 piccole porzioni di noci (non condite) a settimana, attenzione a non eccedere per chi è a dieta e ad eventuali allergie. La ricerca su JAMA Internal Medicine

È noto che noci e arachidi presentano effetti benefici per il cuore e riducono la mortalità generale. Oggi, un gruppo di ricercatori statunitensi si è spinto oltre ed ha voluto quantificare questo vantaggio in termini di salute cardiovascolare e studiare se esso si manifesta all’interno di tutte le etnie: prendendo in considerazione più di 200 mila persone provenienti da vari continenti, gli scienziati hanno stimato una riduzione della mortalità totale (per tutte le cause) che oscilla tra il 17 e il 21%, in base ai dati ottenuti a partire da alcuni studi osservazionali. La ricerca odierna, pubblicata* su JAMA Internal Medicine, è stata condotta dalla Vanderbilt University Medical Center (VICC), Università statunitense nel Tennessee.

Dunque, questi alimenti forniscono diversi vantaggi per la salute, di cui potenzialmente tutte le popolazioni del mondo potrebbero beneficiare: si tratterebbe di un approccio cost-effective per migliorare la propria salute cardiovascolare.
La ricerca ha esaminato più di 70mila Americani (a basso reddito economico) discendenti da Africani ed Europei, a partire dallo studio Southern Community Cohort Study (SCCS) e più di 130mila Cinesi, a partire dagli studi Shanghai Women’s Health Study (SWHS) e Shanghai Men’s Health Study (SMHS).

In tutti e tre i gruppi di persone dei tre diversi studi la mortalità totale è risultata ridotta dal 17 al 21%nella fetta (quartile) di persone che ne consuma la quantità maggiore rispetto al gruppo che ne consuma la quantità inferiore, mentre la mortalità per eventi cardiovascolari (tra cui infarto ed ictus) è diminuita dal 23 al 38% confrontando gli stessi due gruppi. Le noci, se consumate nella giusta quantità, presentano diversi vantaggi per la salute. Infatti esse “sono ricche di nutrienti, quail grassi acidi insaturi, fibre, vitamine, antiossidanti fenolici, arginina e fitochimici”, spiega Hung Luu, Ph.D., del Vanderbilt University Medical Center, primo autore del paper. “È noto che tutti questi componenti forniscono benefici per la salute cardiovascolare, probabilmente attraverso le loro proprietà antiossidative, antiinfiammatorie e la conservazione della funzione endoteliale”.

In particolare, l’American Heart Association raccomanda il consumo di 4 porzioni di noci a settimana, senza sale e senza olio, considerando che una porzione è pari a circa 42,5 grammi di noci intere oppure a due cucchiai di burro di noci; tuttavia, dato che esse hanno anche un elevato contenuto calorico, non bisogna consumarne troppe se si è a dieta, riferiscono gli esperti.
Noci e arachidi possono causare reazioni allergiche in determinati soggetti: si ricorda anche che il Ministero della Salute nel Documento di indirizzo in tema di “Allergie Alimentari e sicurezza del Consumatore” pone le arachidi tra gli alimenti responsabili della maggiore percentuale di queste reazioni e in particolare dei quadri clinici più gravi.

Tornando allo studio odierno, i dati sono stati ottenuti mediante questionari strutturati e standardizzati e i casi di decesso sono stati stimati prendendo in considerazione i dati sulla mortalità del National Death Index and Social Security Administration nel caso dello studio denominato SCCS e del Registro Shanghai Vital Statistics Registry nel caso degli studi SWHS/SMHS ed attraverso visite domiciliari. In totale, sono stati identificati più di 14mila decessi, con un follow up medio della durata di 5,4 anni nello studio SCCS e di 6,5 anni negli altri due studi SWHS/SMHS.

Tuttavia, gli autori specificano che “i dati provengono da studi epidemiologici osservazionali e non da trial clinici randomizzati, per cui non possiamo essere sicuri che le arachidi da sole siano responsabili della riduzione della mortalità osservata” ha affermato William Blot, Ph.D., Direttore Associato della Ricerca della Prevenzione e del Controllo del Cancro basata sulla Popolazione al VICC e co-autore dello studio.
In ogni caso, l’esperto rileva come “i risultati di questo studio, comunque, rinforzino la ricerca suggerendo la presenza di vantaggi derivanti dal consumo di noci e dunque siano piuttosto incoraggianti”.

Viola Rita

http://www.quotidianosanita.it/

*Hung N. Luu et al. Prospective Evaluation of the Association of Nut/Peanut Consumption With Total and Cause-Specific Mortality. JAMA Internal Medicine, 2015 DOI: 10.1001/jamainternmed.2014.8347

E  ANCORA

 

Noci e arachidi ‘scudo’ contro le principali cause di morte. Il forte effetto protettivo di questi alimenti è stato fotografato da uno studio pubblicato sull’International Journal of Epidemiology, che conferma un legame tra la loro assunzione e tassi di mortalità più bassi. Nessun effetto benefico, però, per il burro di arachidi, come forse alcuni ‘ghiotti’ di questo dolciume avrebbero sperato.

Arachidi e noci contengono entrambe vari composti come acidi monoinsaturi e grassi polinsaturi, varie vitamine, fibre, antiossidanti e altri composti bioattivi, che probabilmente contribuiscono a mantenere la nostra salute, spiegano gli esperti.

La ricerca è stata condotta utilizzando i dati del Netherlands Cohort Study, attivo dal 1986, su oltre 120.000 olandesi di 55-69 anni, uomini e donne. Il consumo degli alimenti in questione è stato valutato con domande sulla frequenza di assunzione e sulla dimensione delle porzioni di frutta a guscio e burro di arachidi. I ricercatori dell’Università di Maastricht hanno poi analizzato la relazione con la mortalità totale e causa-specifica dal 1986 in poi. Ebbene, gli uomini e le donne che mangiano almeno 10 grammi di noci o arachidi al giorno hanno un minor rischio di morire per alcune importanti cause di morte rispetto alle persone che non ne consumano. La riduzione della mortalità risulta in particolare più forte per malattie respiratorie, neurodegenerative e diabete, seguite da cancro e patologie cardiovascolari.

Questi dati confermano precedenti risultati di lavori americani e asiatici che si erano però concentrati sui disturbi cardiovascolari. Tuttavia, in questo nuovo studio è emerso un legame anche con mortalità per cancro, diabete, malattie respiratorie e malattie neurodegenerative. L’epidemiologo Piet van den Brandt commenta: “E’ stato straordinario notare che la mortalità è sostanzialmente inferiore anche a livelli di consumo bassi, pari a mezza manciata, e che una maggiore assunzione non è associata con un’ulteriore riduzione del rischio di mortalità”.

Il motivo per cui non è stata rilevata nessuna associazione tra l’assunzione di burro di arachidi e rischio di mortalità, spiegano gli autori, è che questo alimento è fatto anche di ingredienti aggiunti come oli vegetali e sale. In passato, è stato dimostrato inoltre che contiene acidi grassi trans, con i noti effetti negativi sulla salute.

http://www.focus.it/

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