NULLA ACCADE DUE VOLTE NELLA VITA

 

 

 

 

 

Non esiste un giorno uguale all’altro, non un bacio, una carezza, uno sguardo uguale all’altro, nemmeno un passo, un tragitto, un viaggio identici a ciò che abbiamo già vissuto.

E’ banale e sconcertante allo stesso tempo questo modo di pensare alla vita. Ma fa riflettere e ci dona entusiasmo nuovo, autentico, alla massima potenza.

“Ogni occasione è persa” recita un famoso proverbio ed è proprio così perchè ciò che rifiutiamo di vivere non potrà mai più ritornare perchè ogni evento e ogni emozione sono unici e non ripetibili, potranno assomigliare ad altro ma non saranno mai gli originali.

A volte, seguendo questo modo di dire, si fanno troppe cose, si ha paura di perdere quell’occasione, ci si immerge in mille attività senza viverne, alla fine, nessuna. Per uscire da questo percorso nebbioso basta ascoltare il proprio cuore e vivere la quotidianità per quello che è: una meravigliosa semplicità di gesti, di parole e di incontri che non ritornerà più. Non serve fare cose grandiose per potersi gustare la vita, bastano pochi e sentiti momenti giornalieri: siate presenti al 100% mentre parlate con quella persona che avete incontrato; cucinate con amore, con dedizione e con calma; leggete ai vostri bambini una favola immergendovi completamente nel racconto e non pensando ad altro; al lavoro svolgete i vostri compiti con serietà, presenza e interesse; baciate, accarezzate e abbracciate chi volete bene con passione, slancio e vero calore.

La vostra vita deve essere una vera e propria cerimonia di gratitudine, di esperienze, di emozioni: prima di mangiare qualcosa prendetevi il tempo per inchinarvi a ciò che mangerete e gustatevelo con calma, salutate chi avete dinnanzi con rispetto e vicinanza, prendetevi del tempo per ammirare e vivere la natura in silenzio e raccoglimento.

Non fate queste cose con superficialità e fretta pensando che tanto ritorneranno. Ciò non accadrà e vi perderete così gran parte della vostra vita. E se la scusa per non vivere così è la mancanza di tempo, datevi delle priorità, dite dei no. Non è possibile vivere di corsa passando dinnanzi agli eventi della vita senza viverli: è un’ingiustizia nei confronti di voi stessi!

Esistono tante distrazioni che ci portano a vivere male: cellulari, televisione, tendenza al vittimismo, al vedere tutto nero, pigrizia fisica e mentale. Spogliatevi di tutto ciò ed iniziate a vivere. Date ascolto vero al vostro vicino di casa che cerca qualcuno con cui confidarsi, non date abbracci o baci finti a nessuno, vivete le pulizie di casa come un momento meditativo di pulizia anche interiore e non come un dovere, fate esplodere i vostri sorrisi e le vostre lacrime con gioia e soddisfazione.

In questo modo gli eventi importanti – quelli che sforano dalla quotidianità – come un matrimonio, l’inizio di un nuovo lavoro, il primo giorno di scuola di vostro figlio e così via avranno un sapore particolare: riuscirete a gustarvi i giorni che precedono l’evento con una sana eccitazione e non con ansia, assaporerete quel giorno con entusiasmo e commozione, custodirete il ricordo e le emozioni nate da quell’evento per i giorni a venire come un tesoro inestimabile e non come un groviglio di pensieri confusi.

Nulla accade due volte nella vita… è un vero peccato perdersi ogni suo momento!

“Nulla due volte accade
Né accadrà. Per tal ragione
Nasciamo senza esperienza,
moriamo senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
Della scuola del pianeta
Di ripeter non è dato
Le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
Qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, ora malvagia,
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e in ciò sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.”

Wislawa Szymborska

Elena Bernabè

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