QUEI 60 EMPORI SOLIDALI CONTRO LA POVERTÀ

pane

L’emergenza diventa urgenza, soprattutto quando la povertà ti toglie il cibo dal piatto. Eppure esistono ancora eccessi alimentari. Un disequilibrio che l’Italia del post Expo ha provato a sanare con una nuova legge anti-spreco. Bene, anzi benissimo. Ma la vera buona notizia arriva da quei territori (periferici e non solo) che da anni, anticipando norme ed esposizioni universali, hanno istituito dei veri e propri empori della solidarietà. Un esempio virtuoso? La “Carta del pane” di Grosseto, ad esempio.

Questo progetto, nato quattro anni fa per sostenere i cittadini grossetani in difficoltà economiche, da sperimentale è diventato (quasi) strutturale. Una delibera approvata poche settimane fa rinnova questa buona prassi almeno fino al giugno del 2017.

Il funzionamento? Semplice: le persone bisognose ricevono dal Comune una tessera che permette loro di ritirare ogni giorno cibo fresco (e sano) rivolgendosi direttamente a uno dei quindici esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa. Tra questi ci sono supermercati, panifici, alimentari, bar e pizzerie. La scheda personale, rinnovabile mensilmente, viene timbrata dal negoziante una volta che sono stati ritirati i prodotti. Ovviamente i nuclei familiari possono rivolgersi solo a un esercizio pubblico al giorno.

«La Carta del pane nasce dalla generosità di alcuni grossetani che permettono l’incontro di domanda e offerta per aiutare le persone in difficoltà, combattendo allo stesso tempo i processi di emarginazione delle fasce socialmente più deboli» spiega Mirella Milli, assessore comunale alle politiche sociali.

Aumentano i bisogni, cresce la solidarietà. Non solo in Toscana. Dal 2008 sono stati aperti 60 empori solidali in 16 regioni (20 si trovano in Emilia-Romagna). Solo le due strutture di Lecce hanno accolto le richieste di oltre 1.500 famiglie, mentre in quei dodici mesi le mense della Caritas hanno servito ben 180 mila pasti.

Ma non è tutto. Grazie alla collaborazione tra Caritas Ambrosiana e Sogemi – società che gestisce il mercato ortofrutticolo di Milano – in soli tre mesi sono state recuperate quattro tonnellate di frutta e verdura. Anziché finire nell’immondizia, quel cibo è stato rimesso in circolo in forma di confetture e surgelati che hanno rifornito (tra gli altri) anche il Refettorio Ambrosiano e altre cinque mense solidali nei quali oltre seicento persone fanno la spesa gratuitamente con la tessera a punti.

Un’esperienza efficace e diffusa che ora ha anche un evento dedicato. Il primo festival regionale degli empori solidali si terrà a Cervia, in provincia di Ravenna, il 10 settembre. Lo slogan è anche un (triplice) obiettivo: “condivisione, dialogo, confronto”. Per saperne di più è possibile visitare il sito perglialtri.it.

@CorriereSociale

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