SENSO DI COLPA, IL VAMPIRO DELL’EQUILIBRIO INTERIORE

Senso di colpa

 

 

 

 

Dott.ssa Claudia Casalboni

Il senso di colpa è una difesa inconscia, utile per segnalare un disagio fatto di vergogna e non accettazione, che dobbiamo soffermarci ad ascoltare.

 

È un giudice che ci rimprovera quando agiamo contro il nostro codice morale e ci perseguita istigandoci a trovare un rimedio. E’ un’ossessione per il passato, riguarda qualcosa che avremmo potuto fare e che non abbiamo fatto e ci spinge a rimuginare sui nostri errori, allontanandoci dal momento attuale.

Il senso di colpa: aspetti positivi e negativi

Il senso di colpa, se non diventa eccessivo, ha una valenza adattiva, ci spinge ad assumerci le nostre responsabilità, e ad ammettere debolezze e imperfezioni. Può impedirci di fare del male a un’altra persona, poiché frena le pulsioni distruttive e permette di riconoscere la sofferenza altrui.

Gli aspetti negativi sono, tuttavia, di gran lunga superiori. Il giudice interiore, infatti, non perdona i nostri errori e li fa apparire come macchie indelebili, senza possibilità di riscatto. Il senso di colpa cela, in realtà, un desiderio di onnipotenza, di controllo sugli altri e ci convince di essere gli unici responsabili di tutto. Comporta, poi, una resistenza al cambiamento, che non ci consente di evolvere e ci fa anche arrabbiare con noi stessi. Ci fa, inoltre, comportare in modo “trattenuto” e non spontaneo. La persona che soffre di sensi di colpa si identifica con un personaggio buono, che si fa silenziosamente carico di tutto.

Farci valere esprimendo le nostre esigenze spaventa, perché temiamo di non essere accettati per quello che siamo, ma quando assecondiamo gli altri, la sofferenza interiore si intensifica. Inoltre, spesso, la rabbia repressa può riversarsi su terze persone sotto forma di aggressività passiva, e anche contro noi stessi, con atti di autolesionismo o producendo sintomi somatici.

Origini

Il senso di colpa nel bambinoFin dall’infanzia, i messaggi verbali e i comportamenti dei genitori, creano il substrato del senso di colpa, che viene interiorizzato dal bambino, continuando ad agire fin nell’età adulta, nel presente, determinando risposte rigide.

I genitori, per gestire situazioni problematiche del figlio, in assenza di altre risorse, usano la minaccia, accusandolo di presunte mancanze e trascurando il valore della sua persona. Frasi quali: “se lo fai mi arrabbio!“, “dopo tutto quello che ho fatto per te…“, “mi hai fatto fare brutta figura”, sono veri e propri ricatti morali che, in una condizione di dipendenza e bassa autostima, inducono notevoli sensi di colpa nel bambino. Il messaggio viene assunto come assoluto e non contestabile e, pur di non perdere l’affetto dei genitori, il bambino è disposto ad assumersi tutte le responsabilità dell’accaduto. L’obiettivo del genitore, in questi casi, è quello di ottenere dal figlio una risposta aderente alle proprie aspettative, senza tenere in considerazione le sue reali esigenze.

Superare il senso di colpa

Ecco, allora, qualche suggerimento per intraprendere un percorso di crescita e lasciare andare il senso di colpa:

Affermare i propri bisogni e desideri come legittimi, senza viverli come un torto verso qualcuno: esprimere ciò che si pensa veramente e chiedere rispetto.
Rinunciare all’onnipotenza di farsi carico di tutto: il mondo prosegue al di là dei nostri sforzi per salvarlo, mentre il senso di colpa crea blocchi e aridità interiore. Iniziamo a relazionarci con gli altri alla pari, per quello che siamo e non per ciò che pensiamo di dover essere per loro.
Imparare a dire di no, senza tante giustificazioni: è una questione di rispetto verso se stessi e gli altri, perché permette di essere autentici e soddisfatti; se si agisce spinti dal dovere, le persone continueranno ad approfittarsi di noi.
– Cambiare prospettiva smettendo di giudicarsi: rendersi conto che la percezione di ciò che è accaduto in passato, potrebbe essere distorta dalla propria insicurezza e senso di inadeguatezza.
– Modificare le idee irrazionali alla base del senso di colpa: aggiustare l’immagine idealizzata di noi stessi, prendere coscienza dei divieti che ci auto-imponiamo.
– Trovare il lato positivo, invece di punirsi: modificare il proprio comportamento per il futuro, per evitare di ricadere nello stesso errore.
Lasciarsi andare al cambiamento e guardare avanti per superare il blocco: concediamoci la libertà di appagarci della nostra felicità, anche a discapito degli altri!

Articolo della Dott.ssa Claudia Casalboni

Fonte http://psicologia-cambiamento.it/senso-di-colpa-vampiro-equilibrio/

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