Storie dall’Aldilà

La storia di Sandy, un bambino tornato in vita dopo aver incontrato la sorellina, morta anni prima, di cui non conosceva nemmeno l’esistenza.

 

Esperienze pre morte

 

 

 

Sempre più si parla e si parlerà di aldilà. Grazie ad internet, infatti, è oggi molto semplice raccogliere e accedere alle tantissime esperienze di vita oltre la morte o di risveglio da condizioni di pre-morte o coma profondo. Con l’obbligo di mantenere una prudenza altissima, per molti è interessante conoscere questi fatti sconcertanti generalmente censurati da un’informazione ufficiale prostrata all’idiozia, all’ignoranza e alla mala fede pura del gossip, che stravolge anche la funzione dei telegiornali.

“Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti sarebbero persuasi”. Così Abramo risponde nell’aldilà al ricco che dall’inferno lo prega di mandare il povero Lazzaro ad avvertire i suoi 5 fratelli di ravvedersi per non finire in quel luogo di tormento. Dio, però, è, per definizione, infinitamente buono, quindi permette che eccezionalmente qualcuno ritorni dall’aldilà per darci una “svegliata”.

La scienza è sempre più attenta a questi fenomeni e le coincidenze sono davvero tante e sorprendenti. Per esempio, questi racconti di esperienze di pre-morte o NDE (near death experience) mostrano come nell’aldilà la comunicazione fra le persone avvenga senza l’uso della parola. Oppure, quanto sia bello rimanere là tanto che nessuno vuole ritornare nell’aldiquà. Comunque, chi ha vissuto queste esperienze ne rimane profondamente segnato, tanto da modificare notevolmente la propria vita.

Ecco uno dei tantissimi racconti che si possono trovare sul sito www.nderf.org che sta raccogliendo casi da tutto il mondo, per fornire materiale di studio a scienziati e ricercatori.

“Nell’agosto 1985, quando avevo soltanto 5 anni, viaggiavo in barca su un lago del Cantone. Sono stato punto da una zanzara ed ho sviluppato un’encefalite. “Sono morto” e sono scivolato in un vuoto nero, però del tutto rassicurante, dove mi sentivo libero… non un dolore né timore. Era un posto dove mi sentivo completamente a casa. Da lontano, ho visto una piccola luce. Mi attirava a sé. Mi sono sentito come se fossi precipitato verso quella luce a una velocità considerevole. Non ero spaventato.

Sono arrivato nella luce: era la pace e la gioia, ma soprattutto l’Amore incondizionato. La luce appariva come una nuvola scintillante e radiante. Ho sentito nella mia testa una voce che veniva dall’interno ed ho saputo che era Dio. Dato che i miei genitori non parlavano mai di Dio e non mi portavano neppure in chiesa, non so realmente come l’ho saputo, ma lo sapevo. Inoltre, mi sentivo come se questo posto fosse il mio vero focolare, mi trovavo in questa bella luce che era Dio. Mi sentivo circondato dalla luce ed ero tutt’uno con essa. La sensazione era simile, ma molto più intensa, a quella provata alcuni mesi prima nel momento in cui papà mi aveva preso tra le sue braccia, quando un cane mi aveva morso mentre abbaiava.

Un’altra bella luce, semplicemente più piccola, ci ha raggiunti. Era una bambina di circa 10 anni. Mi somigliava un po’. Vedevo che mi conosceva. Ci siamo abbracciati ed ha detto: “Sono tua sorella, mi chiamo Willamette, come nostra nonna che è morta un mese prima che nascessi. Avevano previsto di parlarti di me in seguito, quando saresti stato pronto”.

Discutevamo tra noi senza parole. È molto strano quando ci ripenso, ma tutto questo in quel momento sembrava naturale. Mi ha baciato sulla fronte ed ho sentito il suo calore e il suo amore. “Occorre che ritorni ora, Sandy”, mi ha detto. “Occorre che salvi mamma dal fuoco. È molto importante, devi ripartire e devi ripartire ora”. Ha detto ciò con compassione e morbidezza nella voce, mentre mi sorrideva teneramente. No, non vogliole ho risposto – lasciami restare con te”. “Mamma ha bisogno di te per salvarla dal fuoco”, ha ripetuto, sempre in modo gentile e piacevole. Ho pianto come un ragazzino egoista, preso da una rabbia della specie peggiore. Mi sono lasciato cadere a terra singhiozzante e scalpitante. Mi hanno mostrato una visione tipo un film nel quale vedevo i miei genitori che, sulla terra, erano al capezzale del letto all’ospedale con molta paura negli occhi. Mi toccavano e mi parlavano, supplicandomi di non morire. Ero molto triste per loro; tuttavia, non ero realmente pronto ad abbandonare questa bellezza e queste sensazioni indescrivibili, tutte le buone cose di questo posto, questo paradiso.

Dio ha sorriso e mi ha osservato con grande compassione. Non potevo vedere realmente il suo viso, ma sapevo ciò che pensava. Sorrideva della mia commedia puerile. Ha in seguito puntato il dito verso un’altra luce che si formava da lontano. Fu una grande scossa per me, il mio vicino e caro amico, Glen, è apparso ed ha gridato a gran voce: “Sandy, ritorna a casa, ritorna a casa ora”. Ha detto ciò con una tale autorità che ho immediatamente smesso di piangere, un momento dopo ero tornato nel mio corpo.

Ho aperto gli occhi per vedere i visi sollevati e allegri dei miei genitori. Appena ho potuto, ho parlato loro della mia esperienza, all’inizio l’hanno valutata come sogno. Mi hanno detto che il giorno dopo il mio ricovero, il nostro vicino, Glen, è morto a causa di un’improvvisa crisi cardiaca. Era un vecchio benevolo che ci invitava sempre, me e mio fratello come tutti gli altri bambini del vicinato, per giocare con i suoi cinque cani. Gradiva i bambini e gli dava sempre dolci. Ho avuto notizia della sua morte soltanto dopo avere raccontato la mia storia ai miei genitori.

Ho descritto l’accoglienza della mia “sorella-angelo” che mi ha accolto ed ho raccontato tutto ciò che mi ha detto. I miei genitori erano così tanto scossi che avevano uno sguardo sconvolto. In piena confusione, si sono alzati e sono usciti dalla camera. Dopo un certo tempo, sono finalmente ritornati. Mi hanno confermato di avere perso una bambina chiamata Willamette. Era morta a causa di un avvelenamento accidentale circa un anno prima che nascessi io. Avevano deciso di non dirlo né a mio fratello né a me, fino a quando non fossimo stati capaci di comprendere il significato della vita e della morte.

Per quanto riguarda la necessità di salvare la mamma dal fuoco, nessuno ha un’idea in proposito. La mamma mi ha aiutato a scrivere tutto questo e le ho chiesto ciò che sarebbe stato della sua vita se fossi morto, se avessi fatto ciò che volevo e cioè se fossi restato in Paradiso. Ha risposto: Ho pianto per mesi dopo che Willamette ci ha lasciati: se avessimo perso anche te, sarebbe stato come vivere all’inferno, con il fuoco e tutto il resto”. Il tempo ce lo rivelerà, ma sembra che attualmente questa risposta valga come un’altra. Credo che, un giorno rivedremo Willamette, gli chiederò personalmente ciò che voleva dire. Tutto ciò ha cambiato la vita di tutta la famiglia. Ora andiamo in chiesa e faccio molte cose diverse da prima”.

Articolo di Alberico Cecchini

Fonte: http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=1271

 

https://www.conoscenzealconfine.it/

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