UMILTA’ E MODESTIA #essere #mondo #spirito

 

 

 

Non c’è equivoco maggiore del confondere l’umiltà con la modestia. In quanto condizione dello spirito, l’umiltà trova ambiente naturale e campo d’indagine nell’essenza pura dell’essere al mondo, nella verità dell’esserci, al di là di ogni possibile configurazione dettata dalla contingenza dello stato di cose. Al contrario, la modestia, in quanto atteggiamento, modalità di rapportarsi al mondo, trova il suo compimento nello stato di cose, a prescindere dalle congiunture che portano l’essere a configurarsi in quel dato stato di cose. L’umiltà non tiene in alcun conto della propria parte nello stato di cose, ma compartecipa dell’essenza stessa del mondo e della terra. La modestia si compie, viceversa, nella messa in scena della propria parte nel mondo, così come dato dallo stato di cose. In tal modo, la modestia prescinde dal suo essere più o meno aderente alla verità del relativo stato d’animo (umiltà), configurandosi e compiendosi integralmente nelle apparenze (realtà). Di contro, l’umiltà non può che aderire integralmente all’essenza stessa dell’essere al mondo.
L’umiltà è la virtù degli spiriti grandi, la modestia è il vizio dei mediocri.

 

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