UNIVERSITÀ DI SOUTHAMPTON: PROVE DELLA VITA DOPO LA MORTE…

Vita dopo la Morte

 

 

 

di Roberto Morra

Una ricerca ha indagato il livello di consapevolezza di chi è clinicamente deceduto, quando il cuore ha smesso di battere: molti ricordano qualcosa…

Avete mai pensato a cosa succede quando una persona è dichiarata clinicamente morta? Ci riferiamo alle situazioni in cui il cuore smette di battere. Cosa succede a livello di consapevolezza in quel caso? Uno studio dell’università di Southampton, ha analizzato ben duemila casi di persone il cui cuore si era fermato a causa di un arresto cardiaco: il 40% di coloro che sono sopravvissuti, ha affermato di avere dei “ricordi” dei minuti in cui erano clinicamente morti.

Cosa succede quando il cuore si ferma? Viaggiamo in mondi lontani, immersi in una luce bianca? Vi siete mai posti domande sulle esperienze di pre-morte? Le persone che raccontano di aver avuto di queste esperienze erano affette da allucinazioni oppure si tratta di qualcosa di reale?

Lo studio inglese

Questo studio è stato pubblicato non molto tempo fa e dimostrerebbe che nelle persone in arresto cardiaco ci sarebbe un certo grado di coscienza. E perfino dopo che il cervello ha cessato di funzionare, ci sarebbe qualche forma di consapevolezza. Quindi, il cuore si ferma, poi si ferma il cervello, ma la consapevolezza rimane…

Lo studio è andato avanti per quattro anni e i casi esaminati sono stati 2.060. I ricercatori dell’Università di Southampton hanno studiato pazienti affetti da arresto cardiaco, in 15 ospedali della Gran Bretagna, dell’Australia e degli Stati Uniti. Il risultato è stato che il 40% dei sopravissuti avebbe riportato e descritto dei ricordi, delle esperienze di cui avrebbero avuto coscienza mentre il loro cuore era fermo. I sopravvissuti sono stati 330 e 140 di questi ha raccontato di questi ricordi avvenuti durante la rianimazione.

Un caso nello specifico

Vediamo uno dei casi più da vicino, uno dei racconti più interessanti. Si parla di un assistente sociale di 57 anni di Southampton. L’uomo ha raccontato di aver assistito alle procedure di rianimazione, mentre il suo corpo si trovava steso su un letto di ospedale, proprio come succede spesso nel telefilm “Gosth Whisperer”… in cui l’anima guarda il corpo a cui apparteneva, dal di fuori. Il cuore dell’uomo è stato fermo per tre minuti. Dopo essersi ripreso egli è stato in grado di raccontare nei dettagli le procedure svolte dai medici durante quel lasso di tempo, compresi i suoni emessi dalle apparecchiature. L’uomo ricordava di aver sentito i beep che scandivano i minuti nei quali è stato incosciente e clinicamente morto.

Sappiamo che il cervello non può funzionare quando il cuore ha smesso di battere“, ha detto il capo dello studio, il dottor Sam Parnia. “Ma in questo caso, la consapevolezza cosciente sembra essere continuata per un massimo di tre minuti dal momento in cui il cuore non batteva, anche se il cervello si spegne in genere entro 20-30 secondi dopo che il cuore si è fermato”. Il Dr Parnia è convinto che molti più pazienti sperimentino queste cose, ma che molti non sono in grado di ricordare, a causa dei farmaci o sedativi utilizzati dai medici durante le pratiche di rianimazione.

Altre testimonianze

Altri soggetti hanno testimoniato di aver provato un senso di pace e un rallentamento o un’accelerazione del tempo. E non poteva mancare la Luce, simile ad un flash o a un sole molto luminoso. Infine, anche un senso di trascinamento e soffocamento (poco piacevole) e un aumento delle percezioni sensoriali.

Articolo diRoberto Morra 

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: http://www.ukizero.com/universita-southampton-prove-vita-dopo-morte/

 

Lascia un commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: