UNO SGUARDO OLTRE LA “SOGLIA” DELL’INFINITO

Un velo di cristallo ci separa, una porta invisibile ci unisce a quel mondo sottile che, a volte, percepiamo alle nostre radici come un respiro arcano, che si estende oltre la soglia della nostra vita terrena.

 

Oltre la soglia dell'infinito

Non sappiamo da dove giunge, tuttavia lo sentiamo vivere in noi come un flusso di energia fresca e chiara, che guida e conduce la nostra vita fin dalla nascita. Vi è un mondo invisibile che fluisce sia dietro sia avanti a noi, un’infinita linea circolare che attraversa lo Spazio e solca le galassie per ricongiungersi con le proprie origini, con la scintilla divina che le ha dato soffio e vita. Questa traccia che noi lasciamo nell’aria e nella terra, è composta da miliardi di particelle di luce che contengono la memoria cosmica del nostro DNA divino.

Noi pensiamo di essere fatti di cellule e materia densa, ma in realtà l’essenza del nostro corpo è composta di acqua e di luce. Per questo siamo esseri immortali, al di là delle nostre convinzioni e delle nostre conoscenze che sono assai limitate. In noi risuonano il respiro del mare ed il nucleo atomico di una stella, il vento e la nuvola, la pietra ed il granello di sabbia, poiché siamo depositari di una traccia di Infinito. E per Infinito intendo il Tutto che esiste, il Tutto che prende forme ed aspetti diversi esaltando in essi i colori e i suoni di ogni suo più minuscolo frammento.

Osservando la morte possiamo leggervi le impronte del tempo eterno, il muto scambio da un corpo ad un altro, l’abbraccio fraterno di un’anima con l’altra, lo sguardo interiore che sa varcare la soglia con passo lieve, lasciando a terra i fardelli terreni, portando con sé solamente la sporta del cuore.

Il cuore sa, il cuore conosce e dettagli dell’Infinito, sa quanto lunga sia la strada. Nella sua sporta tiene due involti, uno chiaro ed uno scuro. Nel primo conserva, come perle preziose, le sue evoluzioni sulla via dell’Amore, nel secondo si porta le paure i gli odi che non ha superato. Il primo rende leggero il cammino, il secondo lo appesantisce. Tuttavia egli entrerà nella nuova vita che lo attende con più slancio e desiderio di evolvere.

Molte persone vivono la morte con dolore o rabbia, con frustrazione ed impotenza per l’avverso destino, ma così facendo essi perdono l’occasione di fare passi in avanti sulla via della Conoscenza e della Saggezza.

Avvolti nelle oscurità delle loro paure, non si avvedono dei doni che i morenti lasciano al loro cuore. In quegli istanti che emanano fragranze d’Oltre, occorre saper liberare la propria anima, poiché essa trovi un canale di dialogo con l’altra che si diparte dal corpo, e ciò è sufficiente per essere inondati dall’oceano di consapevolezza che le unisce in profondità.

In quei brevi momenti, se l’amore prende il sopravvento ad ogni pensiero terreno, ci si sente limpidi e nudi con la propria sporta in spalla, e con la consapevolezza del suo contenuto. Le luci e le ombre affiorano come scintille e ciascuno sa, dentro di sè, quale dovrà essere il suo cammino.

In questo tempo terreno non passa giorno che non vi siano morti cruente, provocate dagli odi e dalle paure di menti malate. Noi inorridiamo davanti alle notizie ed alle immagini degli schermi televisivi. Sentiamo risuonare in noi l’urlo della Terra e ci sentiamo impotenti di fronte al “non amore” che lo provoca. Ma in realtà non vi sono colpe da distribuire, poiché questo non porterà mai soluzioni ma infinite discussioni.

La sola vera via è quella del guarire se stessi dal “non amore”, svuotando giorno per giorno l’involto scuro che abbiamo nella sporta, fino a gettarlo via per lasciare spazio alla “luce” che emana naturalmente dal cuore, imparando così a volare alto, oltre le nebbie terrene che oscurano la vista. Il pianeta Terra prende infatti il colore ed il suono delle anime che lo popolano, e così a volte è chiaro e altre volte è scuro. Ma anch’esso è un “corpo” in evoluzione, un corpo che deve scaricare le sue scorie per diventare limpido e trasparente come un cristallo.

Articolo di Gabriele Frigerio

Rivisto da www.fisicaquantistica.it

Fonte: http://www.diventiamopensieri.it/?p=2603

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