VIDEO: ATTENTATO A NIZZA. L’altra verità

ATTENTATO A NIZZA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ennesima puntata del serial del terrore inventato la cui esistenza è dovuta esclusivamente ai media mondiali posseduti al novanta per cento da sole sei corporations di proprietà di ebrei sionisti e dal fatto che sia legale riprendere delle esercitazioni spacciandole per eventi terroristici reali, come è previsto nell’emendamento allo S.M.A. firmato da Obama nel gennaio del 2013.

In questo ed altri casi simili tutti i video disponibili sono di scarsa qualità e durata per impedire un’analisi approfondita di ciò che ci viene proposto come reale.

Il camion, alla fine di percorso di due chilometri di strage senza neanche una gomma bucata, finisce la sua corsa a ridosso di un gruppo di persone.

Di primo acchito sembra difficile poter parlare di falso guardando certi filmati, ma vale il discorso fatto per Parigi e Bruxelles.

Se morti ci sono, vanno attribuiti agli stessi che hanno artefatto la scena del delitto incompatibile con i presunti effetti provocati dall’avere investito, mutilato, trascinato più di ottanta corpi. Il camion infatti non presenta traccie di sangue. Il parabrezza è crivellato dai colpi della polizia ma dalla parte sbagliata, cioè sul lato del passeggero. Mentre il finestrino laterale, oggetto di numerosi spari di arma da fuoco, sembra intatto.

Il solito documento di identità viene rinvenuto nella cabina del guidatore, ma il nome dell’attentatore appare nei Social Media arabi già due anni fa proprio per uno smarrimento dei documenti a lui intestati. Ed ecco a poche ore di distanza la dichiarazione del tunisino, titolare dei documenti, che smentisce la versione ufficiale sull’identità dell’attentatore.

E che dire delle armi giocattolo ritrovate sul mezzo. Basterebbe solo applicare il principio della sineddoche, un elemento fittizio rende fittizio il tutto, per capire che siamo al cospetto di una sceneggiata. Ancora: i servizi dell’ordine impugnano le armi e senza copertura se ne stanno tranquilli a poca distanza dal camion, mentre a pochi passi ci sono persone civili ancora in mezzo alla strada che non sono state allontanate per metterle in sicurezza.

Il presunto autore del fatto, dichiarato morto, viene invece prelevato dalla polizia e trascinato via, anche se le immagini appaiono artefatte e le figure ancor più indistinguibili del solito. E ora facciamo un gioco: immaginiamo di essere dei cercatori di verità senza paura di venire attaccati dall’informazione “contro” e verbalizziamo cosa ci sembra di vedere in questa sequenza di corpi a terra qui oscurati per evitare la censura di Youtube. In ordine: un manichino di uomo snodato, un corpo indistinguibile su cui il cameraman ovviamente sorvola e un manichino di donna decapitato, ma senza sangue.

Se così stanno le cose è lecito pensare che la scena sia stata girata, con tanto di fantocci, figuranti, colpi a salve e trucchi in digitale, approfittando dei fuochi d’artificio dall’altra parte della città. Qualcuno potrebbe spiegarci quando mai nella scena di un vero attentato può rinvenirsi un manichino messo a simulare un corpo morto a terra? Senza dita dei piedi, senza ombelico, senza capezzoli. Beh, qui a Nizza c’è!

Il format del terrore sembra tingersi della solita melassa di sangue finto, sotto corpi inanimati, attorniati da gente che sembra più attenta alle telecamere che alle vittime. Ma si tinge anche dell’inchiostro delle solite narrazioni. In Turchia, dove i corpi dilaniati dal carro armato sono reali e ben visibili di manichi non c’è traccia. In sostanza se il rischio di fare morti viene assunto, come le immagini sembrano suggerire, è altresì palese la necessità di rendere la scena più devastante. E questo può avvenire solo con la complicità delle leggi e forze di stato.

Per quale motivo? Vi state chiedendo. Ecco il motivo… nel video una signora dice: «SIAMO IN GUERRA E QUANDO SI È IN GUERRA CI SONO COSE CHE NON SI POSSONO PIÙ FARE, COME LE MANIFESTAZIONI E LE FESTE, MI CHIEDO SE IN SIRIA E IN IRAQ FANNO DELLE GRANDI FESTE CON FUOCHI D’ARTIFICIO E MIGLIAIA DI PERSONE. LA FESTA, I FUOCHI D’ARTIFICIO, LE PARTITE DI CALCIO È FINITO TUTTO.»

E il copione si ripete, ormai con cadenza quindicinale, in modo che non ci sia tempo di metabolizzarne una puntata che subito ce ne viene proposta un’altra, ovviamente in date simboliche importanti per sigillare la prigionia del cuore umano nella gabbia della paura inventata a tavolino. Questa è la volta del quattordici luglio, presa della Bastiglia, giorno sacro per la repubblica francese. Laddove F. Hollande stava per mettere fine allo stato di emergenza ecco l’attentato, mostruoso, prontamente segnalato dal sito di Rita Katz, garanzia di falso di stato. Qui va cercato il movente. La strage di Nizza che costringe Hollande a indurire le leggi speciali ha uno strano pendant con i disordini che in America possono costringere il presidente Obama a dichiarare la legge marziale e sospendere le elezioni.

Può esserci un piano coordinato per trasformare le democrazie di Usa ed Europa in poteri autoritari? Se il piano c’è parte da molto lontano. Il nuovo ordine mondiale, in nome di una maggiore sicurezza, ci porterà alla dittatura globale dell’élite sionista, già in atto in realtà, ma ratificata, riconosciuta e addirittura richiesta dai popoli stessi inconsapevoli che il vero nemico è chi li sta informando, cioè sta dando forma attraverso la menzogna ai loro pensieri. Il tutto in nome di una psicopatologica ideologia di superiorità razziale che vede questi signori auto assegnarsi il ruolo di guida del mondo intero previa riduzione in schiavitù di tutti i gentili.

Per questo è fondamentale analizzare testi come il talmude, i protocolli dei savi di sion, il piano calergi, il rapporto segreto agromonte perché le analisi geopolitiche spinte dai finti analisti alternativi e dai massoni buoni creano il terreno fertile al permanere del gioco dentro una scacchiera completamente gestita da loro.

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Un pensiero riguardo “VIDEO: ATTENTATO A NIZZA. L’altra verità

  • 10 novembre, 2016 in 11:59
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