WOMEN’S POWER: RICONSEGNARE IL POTERE AL MONDO FEMMINILE

di Caroline Mary Moore

Le ferite inflitte sulle donne da parte del mondo femminile, sono le più profonde, le più dolorose da sopportare, perché sono oscurate dal tradimento della sorellanza femminile, quella forza della natura, tipica delle culture tribali, che protegge, assiste e sostiene una donna quando riceve un’attenzione malsana: un’invasione fisica o emozionale, che offende e danneggia la sua femminilità, trascinandola in una spirale di sofferenza tutta femminile.

 

Riconsegnare il potere al mondo femminile

 

 

 

 

 

 

La qualità della femminilità è la ricettività, ma di questa ‘forza’ abbiamo perso il significato, confondendo questa naturale caratteristica ‘non attiva’ con la passività, la sottomissione. E non sono solo gli uomini a non comprendere questa differenza, ma le donne stesse, per lo meno quelle che giudicano duramente e con disdegno altre donne, odiandole con un’intensità incomprensibile, lasciandole spiazzate davanti a tanta rabbia e disprezzo.

Paradossalmente, sono spesso proprio le donne ed esprimere i giudizi più duri nei confronti di altre donne che magari fanno l’errore di scambiare il sesso per l’affetto, il denaro per la sicurezza; che scelgono di abortire perché non sono in grado di affrontare una gravidanza non voluta, o perché per ‘sentire’ nuovamente, prediligono il dolore, ritornando più volte dal marito che abusa di loro.

Le donne che cadono nella trappola di ‘ricevere’ attenzioni malsane dagli uomini, divengono quindi le nemiche più grandi. Giudicate deboli, stupide e superficiali, sono quindi, da questo punto di vista, meritevoli del dolore inflitto loro, sono considerate traditrici della causa e di quel movimento dell’emancipazione femminile che tuttora sta rallentando un macchinario secolare, che ha obbligato la donna a sottomettersi nel ruolo della vittima, vista dal suo carnefice solo come oggetto sessuale, mera dispensatrice di piacere, lavoratrice gratuita e contenitore per la riproduzione.

Ora però, il pendolo oscilla verso l’altro estremo: le donne moderne hanno acquisito il diritto di tenere una spada in mano per difendersi, e per alcune, l’intento è di dare indietro il dolore che hanno ricevuto.

Emmeline PankhurstNon la pensava in questa maniera, Emmeline Pankhurst (1858-1928), attivista e politico britannico, che guidò il MovimentoSuffragista nel Regno Unito, per ottenere il diritto di voto per le donne, liberandole finalmente dalla loro posizione sociale declassata. Questa donna straordinaria, tuttavia, non fu mai contro gli uomini… al contrario, ella dichiarò: “Dobbiamo liberare metà della razza umana, le donne, cosi che loro possano aiutare a liberare l’altra metà”.

Una visione rivoluzionaria in più sensi, perché, come movimento per i diritti femminili, l’intento della sua missione era di liberare le donne, ma poi – partendo da esse come matrice – aiutare anche tutti gli esseri umani nel loro complesso.

L’Era femminile è tornata per equilibrare questa mondo maschile che vaga per secoli senza la sua sposa. Prima che questo accada pienamente, come donne forti e libere, è nostro compito di accogliere, senza pregiudizi, le nostre sorelle ancora indebolite da un sistema sociale che tuttora resiste, nel non volere restituire il potere alle donne in modo autentico e rispettoso.

La donna deve essere nuovamente ‘empowered’: il potere femminile va riconsegnato nelle mani delle donne, che non devono più essere viste dagli uomini come figure più deboli e bisognose, da mantenere, consolare, ecc. e tanto meno come una minaccia, un avversario a malapena assecondato, la non benvenuta, o come figura usata in politica, giusto per avere voti e sovvenzioni e far apparire magnanimi coloro che la promuovono tra le loro fila.

Tuttavia, non tutte le donne sono fatte per “correre con i lupi”, esiste chi non è predisposto alla lotta, alcuni utilizzano strategie di sopravvivenza come ‘usarsi’ reciprocamente, in uno scambio: il corpo per il mantenimento. Altre donne rimangono “congelate” per non sentire, apparendo false e superficiali, facendo male prima di tutto a se stesse… molte altre si sacrificano per i figli.

Queste donne non vanno disprezzate, ma accolte come sorelle ferite nel profondo.Tuttavia, la guerriera con le spine e la dama indifesa che ne è priva, non sono così diverse. Quello che le unisce è la paura dell’uomo, con la sua energia penetrante come una spada affilata, che non sa riconoscere il valore del ‘ricevere’ femminile. La donna, come un rosa delicata, va approcciata con premura e rispetto, perché nel ‘ricevere’ l’uomo, la donna è vulnerabile e fisicamente indifesa e rischia di essere devastata, invasa nella carne viva, nell’intimo, sperimentando un’angoscia che solo un’altra donna può comprendere.

Solidarietà tra donneCome donne, siamo connesse tramite la nostra vulnerabilità sessuale e la capacità di procreare la vita. La scelta di diventare madri oppure no, il dolore di una donna sterile, la disperazione di chi ha perso un figlio, o il senso di colpa a causa della decisione di terminare una gravidanza per necessità oppure per volontà propria, sono circostanze che dovrebbero unirci anziché allontanarci. La solidarietà femminile è una forza che va incoraggiata e diffusa, e che rappresenta un mondo misterioso e così potente da far scatenare guerre!

Mentre scrivo quest’articolo, sento l’energia femminile vibrare dentro di me e riconosco che anch’io, spesso, ho giudicato alcune donne deboli, senza volermi fermare a capire. Chiedo umilmente scusa a queste donne, consapevole del fatto che nel non accogliere loro, ho continuato a escludere anche me stessa. Il loro riflesso nello specchio, mi ha mostrato l’immagine della mia stessa vulnerabilità.

Sento che il potere femminile manca ancora della solidarietà vera tra donne, le quali rappresentano la forza creativa nel mondo. La donna è il cuore della famiglia. Siamo prima vergini, poi giovani donne, madri e infine anziane sagge; dolci e amare, profonde e leggere, terrificanti come le streghe e poi sfuggenti come le fate; misteriose a tal punto da portare l’uomo a perdere se stesso tra le nostre braccia, a non riconoscere più se stesso, perché divenuto uomo sensibile.

Questa è la forza che ci unisce, il potere creativo che fa nascere le generazioni future, la potenza che crea, che nutre, che cura, che dona… Questo è essere donne, unite insieme, al servizio della vita.

Articolo di Caroline Mary Moore

Fonte: http://www.dalleclissedellesserealmisterodelvuoto.com

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